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Balestrate, finalmente il restyling del depuratore Il sindaco: “Ora l’acqua è limpida”



Lavori in corso al depuratore di Balestrate dopo lo scandalo venuto fuori della sua gestione che negli anni passati ha provocato sversamenti di reflui a mare. Il commissario nominato dal tribunale di Palermo, l’ingegnere Luigi Librici, chimico ed esperto di tutela ambientale e in passato direttore del laboratorio di igiene e profilassi e direttore del dipartimento provinciale dell’Arpa, l’azienda regionale di protezione dell’ambiente, ha già avviato alcuni interventi all’impianto che risultava essere deficitario.



“Adesso – afferma il sindaco di Balestrate, Vito Rizzo – è possibile vedere l’acqua limpida che arriva a mare”. Librici si è personalmente recato all’impianto depurativo, finito negli anni passati spesso sotto accusa per un suo malfunzionamento, interloquendo direttamente con i dipendenti e l’amministrazione comunale. I lavori posti in essere hanno riguardato griglia, dissabbiatore , sistema di filtrazione, centrifuga e denitrificazione:


“Il sopralluogo al depuratore – ha precisato il primo cittadino – è avvenuto in seguito a una nostra richiesta. Con il commissario ci siamo dati appuntamento alle prossime settimane per fare ulteriormente il punto della situazione su ulteriori migliorie da apportare all’impianto”. Librici è stato nominato dal tribunale di Palermo in seguito al procedimento penale aperto nei confronti dell’Amap per una presunta gestione illecita dello smaltimento dei fanghi di alcuni depuratori, tra cui per l’appunto quello di Balestrate.

L’esperto è stato chiamato ad un’attività che avrà come obiettivi quelli di ripristinare tutti i depuratori, la ricognizione dei danni provocati dagli impianti e la predisposizione di un piano di risanamento ambientale. Da evidenziare che il gip, Piergiorgio Morosini, ha stabilito di commissariare l’Amap solo sul settore “Ambiente e depurazione”, e non quindi l’intera struttura come era stato richiesto dalla Procura di Palermo.

Al centro di questa indagine sono finiti i fanghi dei depuratori di Balestrate, Carini e di Acqua dei Corsari di Palermo per una loro presunta gestione illecita. Sul tavolo del Gip è finita la relazione tecnica depositata dall’Arpa in cui si avanzano dei dubbi su dove fossero finiti per un certo numero di anni nel recente passato i fanghi della depurazione.

Iscritti nel registro degli indagati l’amministratore unico Alessandro Di Martino, l’ex presidente Maria Concetta Prestigiacomo, e i dipendenti Angelo Siragusa, Adriana Melazzo e Dorotea Vitale: le accuse a vario titolo sono di inquinamento ambientale, traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture.

La tesi della municipalizzata è stata quella che la società ha agito con “correttezza” rispetto all’attività di smaltimento dei fanghi prodotti dai depuratori. L’ipotesi degli investigatori è che sarebbero stati immessi «fanghi di depurazione e altre sostanze inquinanti nel tratto di mare circostante il pennello di sversamento dei depuratori», causando danni all’ecosistema marino.

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