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Partinico, derubricata accusa di estorsione in cassazione, da rifare il processo in appello



Da estortore si è visto in appello derubricare l’accusa, adesso la cassazione ha parzialmente accolto il suo ricorso e potrebbe ulteriormente vedersi ridotta la pena. La vicenda è quella di Gerardo Antonio Orvieto Guagliardo, partinicese di 38 anni, che in seguito al ricorso presentato dal suo legale, Raffaele Bonsignore, si è visto parzialmente annullare la sentenza emessa dalla seconda sezione della corte d’appello emessa nel 2019.



In pratica potrebbe vedersi ridotta ulteriormente la pena che gli fu inflitta ad un anno derubricata da estorsione a “esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone”. Una vicenda che ha riguardato un commerciante di Altavilla Milicia che denunciò Guagliardo e altre due persone nel 2014, sostenendo di essere stato vittima di estorsione, strozzinaggio e anche di minacce.

A lui sarebbero state prestate delle somme che poi avrebbe dovuto restituire con importanti tassi d’interesse. Il ricordo di Guagliardo, da tutti conosciuto come Jonathan, è stato in parte accolto. È stato respinto nella parte in cui al 38enne viene riconosciuto di aver commesso il reato per aver fatto pressioni e minacce, confermate da intercettazioni telefoniche, sul commerciante affinchè restituisse almeno il capitale ricevuto.

La suprema corte invece riconosce le motivazioni avanzate dall’avvocato Bonsignore il quale ha evidenziato che il giudice in appello ha del tutto omesso qualsiasi decisione riguardo al riconoscimento delle attenuanti generiche.

Ecco perché la cassazione ha deciso di rinviare ad altra sezione della corte d’appello la sentenza chiedendo di esprimersi limitatamente alle attenuanti generiche: “Il giudice del rinvio – si legge nel pronunciamento della cassazione – dovrà pronunciarsi sul punto e, in caso di riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, ne valuterà la ‘ricaduta’ sul profilo del trattamento sanzionatorio”

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