Home CRONACA Alcamo, botte a moglie e figli minori Revocato il divieto di dimora

Alcamo, botte a moglie e figli minori Revocato il divieto di dimora

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Il tribunale del riesame revoca parzialmente la misura restrittiva ad un alcamese di 30 anni accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie e dei tre figli minori. Accogliendo l’istanza dell’avvocato Gaetano Vito Vivona, all’uomo è stato revocato il divieto di dimora ad Alcamo a cui era stato sottoposto da un paio di settimane dal gip del tribunale di Trapani.

Resta comunque nei suoi confronti il divieto di avvicinamento all’ex compagna e ai tre figli nel raggio di 500 metri, così come era stato disposto inizialmente dal gip Caterina Brignone. In pratica per il trentenne resta sempre vigente la parte dell’ordinanza restrittiva in cui si applica la misura del divieto avvicinare i luoghi frequentati dalle persone offese, quindi l’ex compagna e i due figli minori, oltre che il figliastro.

Per cui l’uomo non potrà avvicinarsi alla loro residenza del domicilio, al luogo di lavoro, alle zone da loro frequentate per eventuali attività ricreative; inoltre non potrà comunicare con loro con qualsiasi mezzo. In realtà l’uomo già da giorni era ritornato a frequentare Alcamo anche se solo strettamente per poter andare nel luogo di lavoro.

Adesso, con il pronunciamento del tribunale del riesame, non c’è più solo questo vincolo ma potrà rimanere stabilmente in città. Il legale del trentenne aveva fatto presente che l’ex compagna al momento risulta fuori Alcamo e che quindi le possibilità di contatto sarebbero state inesistenti. Entro 45 giorni saranno depositate le motivazioni. La vicenda che ha portato a queste misure di prevenzione si inquadra nel contesto di un rapporto sentimentale molto burrascoso tra i due, con continui tira e molla che andavano avanti da anni.

La donna però dopo l’ultima rottura aveva deciso di denunciare tutto, e sono venute fuori le vessazioni fisiche e psicologiche a cui dice di essere stata costretta, non solo lei ma anche i tre figli. Anche ai piccoli sarebbero state alzate le mani e sono stati costretti anche ad assistere alle percosse subite dalla madre in più occasioni. Per il Gip il quadro indiziario sarebbe stato “grave” per via di condotte “violente e reiterate”.

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