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Balestrate, allaccio idrico abusivo, assolto l’assessore Rosario Vitale “Il fatto non sussiste”



Assolto perché il fatto non sussiste l’assessore del Comune di Balestrate Rosario Vitale, 54 anni, invischiato quattro anni fa in una torbida vicenda su un allaccio abusivo alla rete idrica in un’abitazione di contrada Giudeo, alla periferia del paese balestratese. Vitale all’epoca era dipendente dell’Amap, società che a Balestrate gestisce il servizio idrico e fognario.



Nei suoi confronti l’accusa era quella di aver in qualche modo “agevolato” un allaccio abusivo alla rete idrica ad una famiglia alla periferia della cittadina. Vitale, difeso dall’avvocato Giovanni Anania, si è sempre difeso respingendo ogni accusa e sostenendo che nei suoi confronti erano state avanzate soltanto calunnie. E a distanza di 4 anni parla di “giustizia fatta”.


Quelle accuse gli costarono persino il posto di lavoro all’Amap che nel 2018, facendo leva sull’ex articolo 2119 del codice civile, lo licenziò in tronco. Con lui erano coinvolte altre quattro persone. Per una di loro, Salvatore Scrivano, il reato si è estinto perché nel frattempo è deceduto; assolto invece Maurizio Unniemi per non aver commesso il fatto; condannati invece Giuseppe Varvaro e Paolo De Luca per furto aggravato a 6 mesi di reclusione, pena sospesa.

Fra 90 giorni il giudice del tribunale di Palermo, Elvira Piccione, depositerà le motivazioni. Secondo la ricostruzione dei fatti Varvaro e De Luca si sarebbero resi colpevoli di aver realizzato un allaccio abusivo alla rete idrica portando avanti dei lavori di scavo autonomamente. Unniemi, secondo una prima ricostruzione dei fatti, avrebbe mostrato interesse a fare la stessa cosa per la sua abitazione senza però aver mai dato seguito a questi interventi. La figura di Vitale si inserisce in quanto gli autori dell’allaccio lo avrebbero chiamato in causa, sostenendo che sarebbe stato lui quale dipendente Amap a consigliarli a procedere in questo modo.

Addebito che però Vitale ha sempre respinto, sostenendo di non aver mai pronunciato quelle parole, né tantomeno consigliato alcun allaccio abusivo. “Sono sempre stato sereno nel corso del processo – afferma Vitale – e la mia assoluzione la ritenevo scontata. Su di me è stato solo buttato del fango con l’onta anche di dover subire un ingiusto licenziamento da parte della mia azienda. Valuterò con il mio legale se procedere nell’intentare causa per il danno subito sul piano economico e anche morale. Dico solo che ho sempre svolto il mio lavoro con dedizione, sia da impiegato Amap che quando all’epoca ricoprivo il ruolo di assessore ai Servizi a rete”.

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