POLITICAPRIMO PIANO

Partinico, le scuole riaprono ed è polemica con i commissari “Quanti sono i positivi?”



La Nuova Dc chiede che vengano resi noti i dati legati all’attuale emergenza coronavirus a Partinico, Rifondazione comunista parla di “scelta azzardata”. La politica ancora una volta prende posizione nella cittadina partinicese e continua a chiedere che le scuole non riaprano a partire da lunedì prossimo, 10 gennaio. Una presa di posizione che arriva a poche ore da quanto enunciato dai commissari prefettizi del Comune che in buona sostanza hanno detto di non aver alcun potere per poter chiudere gli istituti scolastici. In pratica Partinico non è un comune in zona arancione o rossa e dunque non viene contemplata la possibilità di scelta sull’eventuale attività didattica.



Di seguito le note integrali di Nuova Dc e Rifondazione Comunista

“La Commissione Prefettizia di Partinico sostiene che ci siano le condizioni per il rientro in classe già a partire dal prossimo 10 gennaio, malgrado il nostro accorato interpello a differire l’inizio delle attività scolastiche in presenza, coerentemente con quanto già fatto da alcuni comuni del comprensorio”. Lo dichiarano la coordinatrice cittadina Adriana Canestrari e la responsabile alla Formazione ed Educazione cittadina, Monica Tortorici. “I commissari rinnovano, come scrivono, ‘l’appello a sottoporsi alle vaccinazioni e ad assumere costantemente i comportamenti corretti previsti per il contrasto al covid’, precisando che ‘il quadro normativo vigente prevede lo svolgimento in presenza della didattica scolastica’. Noi della Democrazia Cristiana, alla luce di tale situazione, chiediamo “chiarezza e contezza” ai Commissari del Comune di Partinico, nell’avere un quadro completo e dettagliato dei dati pandemici del comune stesso – concludono -, rendendoli pubblici a tutta la cittadinanza”.

Il Partito della Rifondazione Comunista di Partinico esprime tutta la propria preoccupazione per l’aumento esponenziale dei contagi della nuova variante Covid, sia sul territorio nazionale che nella nostra Regione. Con ancora negli occhi le immagini delle ambulanze davanti agli ospedali e la stanchezza fisica e mentale degli operatori sanitari, tutto ci saremmo aspettati, tranne che rivedere ancora una volta, dopo due anni di pandemia, gli ospedali da campo approntati per far fronte all’aumento dei casi Covid e la chiusura di altri reparti fondamentali come quello di ginecologia e ostetricia dell’Ospedale Cervello. Di fronte a tutto ciò il governo dei “migliori” si è fatto cogliere impreparato e, per ovviare alle evidenti difficoltà in cui naviga, inanella un decreto dopo l’altro (in perfetta linea con il governo che lo ha preceduto!) mandando in confusione anche il più attento esegeta di decreti presidenziali. In tutto questo si inserisce la direttiva che prevede il rientro a scuola lunedì prossimo 10 gennaio. Come circolo pensiamo che questa soluzione sia alquanto azzardata poiché ci troviamo di fronte, come detto in apertura, a un aumento preoccupante dei casi di contagio (ormai in ogni famiglia si registrano uno o più contagi!) mentre il picco sembra ancora lontano. Contrariamente a quanto afferma il ministro, la scuola non è più un posto “sicuro” per tanti motivi: la mancanza di personale dovuta alla percentuale di operatori non vaccinati, il numero di personale docente e non in quarantena o contagiato, la mancanza dei dispositivi di protezione individuale (in particolare le mascherine ffp2 che il governo vuole far comprare alle famiglie mentre si limita a distribuire ancora l’ormai celebre, ahinoi!, mascherina “mutanda” – magari fabbricata da qualche azienda amica) e, non ultimo, il mancato implemento dei trasporti pubblici che vedrebbe ammassati ogni mattina centinaia di studenti; di fronte a questo scenario chiediamo alla Commissione se non sia il caso di attivarsi, sentito il parere urgente della ASP, per chiedere la sospensione delle attività scolastiche in presenza per almeno due settimane, così come chiesto ormai da un gran numero di sindaci di molte regioni.

 

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