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Partinico, focus sulle finanze di un sorvegliato speciale, scatta denuncia



Acquista un’attività commerciale ma non ne da mai comunicazione alle autorità competenti. Finisce nel mirino un noto pregiudicato di Partinico, condannato in via definitiva per associazione mafiosa, rapina, porto abusivo d’armi e sequestro di persona, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per un anno. La guardia di finanza della compagnia partinicese lo ha denunciato alla Procura per l’omissione e ora rischia pesante: la reclusione da due a sei anni e la multa da un minimo di 10.329 a un massimo di 20.658 euro.



I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un controllo sulla posizione reddituale e patrimoniale di questo soggetto partinicese già ampia,mente noto alle forze dell’ordine per i suoi trascorsi. Le investigazioni svolte dai militari della compagnia di Partinico hanno avuto origine da un’analisi operativa di rischio, elaborata a livello centrale dallo Scico, il servizio investigazione criminalità organizzata, finalizzata ad intercettare e far emergere forme di inquinamento dell’economia reale poste in essere dalle organizzazioni criminali. Un’attività mirata ad evitare che in questo momento di crisi pandemica, la criminalità cerchi di infiltrarsi nel mercato legale con lo scopo di percepire finanziamenti pubblici.


In particolare, è stata fatta un’analisi delle proprietà di soggetti considerati di “pericolosità qualificata”, perché appartenenti ad associazioni di stampo mafioso o per aver commesso dei delitti di associazione a delinquere per varie finalità. Ad essere state poi comparate la relativa situazione reddituale e patrimoniale sia personale che familiare. Da qui è emerso che il pregiudicato ha omesso di comunicare agli organi competenti, e quindi al nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, una variazione patrimoniale pari a oltre 38 mila euro derivante dall’acquisto di un locale commerciale.

Per questo motivo io finanzieri lo hanno denunciato alla Procura della Repubblica del tribunale di Palermo per questa omessa comunicazione: “L’attività – si legge in una nota del comando provinciale delle fiamme gialle – si inquadra nell’ambito delle indagini a contrasto dei patrimoni di origine illecita con la finalità di disarticolare in maniera radicale le organizzazioni criminali mediante l’aggressione delle ricchezze illecitamente accumulate”.

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