POLITICAPRIMO PIANO

Borgetto, vigilia della sfiducia al sindaco ad alta tensione, bocche (quasi) cucite



Sono ore ad alta tensione per la politica locale di Borgetto, chiamata a decidere se far decadere il sindaco Luigi Garofalo o a eventualmente continuare. La prima ipotesi appare più accreditata anche perché la presentazione della mozione è stata sottoscritta da ben 9 consiglieri su 12, e per far passare l’atto questa sera in consiglio di voti ne basterebbero 8. Ma la politica ha sempre insegnato che il motto “mai dire mai” è più che mai di moda anche di questi tempi.



Ed effettivamente il quadro appare meno limpido di quello che invece dovrebbe essere. Ci sono delle firme di consiglieri comunali, non presentarsi o non votare sarebbe sostanzialmente la stessa cosa. Ed inevitabilmente instillerebbe il dubbio che la politica dei “malaseni” ancora esiste e che qualcosa si torbido potrebbe annidarsi dietro ad un’eventuale marcia indietro. Al momento l’unica certezza arriva dal gruppo del Movimento 5 Stelle e dai consiglieri del Pd, 7 in tutto, mentre il duo Maurizio Zerillo e Giovanni Balsamo al momento preferiscono restare in silenzio.

Così come il sindaco Luigi Garofalo che abbiamo tentato di contattare più volte ma senza successo, il suo telefono ha continuato a squillare a vuoto. Si sa che il silenzio, in questi momenti, potrebbe essere la migliore soluzione per tentare la mediazione (se così vogliamo definirla) anche in zona Cesarini. Nelle ultime ore è spuntata fuori la storia del rischio che il Comune di Borgetto venga assorbito dall’Ati idrico e il servizio di gestione delle reti idriche e fognarie passi all’Amap.

L’Ati ha inviato una nota a tutti i Comuni che non rientrano tra quelli “in salvaguardia”, vale a dire quei territori che non hanno diritto alla gestione diretta dei servizi a rete tra cui rientra Borgetto. In questa nota si intima di far pervenire all’Ati l’elenco del personale comunale da far trasferire all’ambito territoriale per la futura gestione.

La voce messa in giro è che un eventuale commissariamento, in caso di sfiducia e decadenza del sindaco e della sua giunta, porterebbe dritta Borgetto ad essere assorbita dall’Ati. Borgetto sino ad oggi è rimasta in  gestione pubblica diretta dal Comune a seguito di fortissime battaglie politiche. La cosa strana è che questa “fregola” sia spuntata fuori ad orologeria, alla vigilia di una mozione di sfiducia quando invece il documento è stato trasmesso al Comune lo scorso 1 febbraio, ben prima che fosse presentata la mozione di sfiducia.

Insomma, i classici trucchetti per tentare in qualche modo di intorbidire le acque, a proposito di gestione del servizi idrico. E in politica queste cose ci stanno, da sempre. Ai 9 consiglieri dunque passa la palla questa sera, in quella che si preannuncia come una maratona notturna. Perché all’ordine del giorno sono state inserite le “comunicazioni del sindaco”. E siamo sicuri che quasi certamente, se il primo cittadino non sarà riuscito in queste ore a tirarsi dalla sua parte almeno due consiglieri tra i firmatari del documento di sfiducia, i veleni schizzeranno all’impazzata.

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