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Partinico, ciclista venne azzannato da branco di cani randagi, Comune a giudizio



Fu aggredito da un branco di cani randagi e finì all’ospedale con contusioni, graffi, ematomi e tanto spavento. Adesso un ciclista amatore chiede il conto al Comune di Partinico e lo cita in giudizio per quella sua disavventura. Il caso finisce nelle aule del giudice di pace ed è l’ennesimo episodio di questo tipo che vede al centro dei guai il Comune per queste aggressioni di cani randagi.



La disavventura per questo cittadino partinicese si materializzò il 13 gennaio dello scorso anno quando, in sella alla sua due ruote, stava transitando in via Salvatore Carnevale, strada che sbocca nel vasto quartiere della cosiddetta terza zona Peep. L’uomo si trovò ad un certo punto circondato da 4-5 cani che lo cominciarono ad azzannare sino a farlo cadere. Lui con spirito di prontezza, nonostante le ferite, riuscì a fuggire. Ma adesso cita il Comune per danni con la tesi, sostenuta dal suo legale, che l’aggressione fu figlia di una disattenzione del Comune che non riuscì ad arginare il fenomeno del randagismo, essendo responsabile della tutela pubblica e dei cani randagi sul territorio.

I commissari straordinari hanno deciso di costituirsi in giudizio presentando opposizione alle richieste del cittadino, dando incarico ad un legale esterno: “E’ opportuno costituirsi innanzi il giudice di pace di Partinico, al fine di tutelare gli interessi e difendere le ragioni del Comune – si legge -, attesa l’infondatezza dei motivi dedotti nell’atto di citazione”.

Non è la prima volta che accadono fatti simili a Partinico. Solo per citare gli ultimi episodi un bimbo di appena 11 anni ha rischiato addirittura di perdere il dito di una mano, nell’altro caso invece fu protagonista una giovane intenta a fare footing che alla fine però se l’è cavata con qualche punto di sutura. Il problema del randagismo da tempo affligge Partinico, così come i territori del comprensorio che hanno faticato a trovare strumenti di contrasto idonei.

Ad esempio da oltre un decennio a Partinico proprio si sta provando ad aprire un canile-rifugio in un bene confiscato ma una serie di intoppi burocratici e raid vandalici hanno sino ad oggi impedito di aprire i battenti. Con l’insediamento della commissione prefettizia si sta definendo ogni aspetto

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