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Borgetto, il sindaco ad un bivio “Se non posso governare mi dimetto”



Domani, giovedì 3 marzo, nuovo giro di consultazioni per il sindaco di Borgetto Luigi Garofalo con tutte le forze politiche. E potrebbe essere il giorno decisivo per la sua scelta, cioè se confermare le dimissioni presentate lo scorso 17 febbraio o se revocarle (avrà tempo sino al 10 marzo, ndr). “Resterò soltanto se ci sono le condizioni e questo esula dalla mozione di sfiducia” commenta Garofalo. Il senso delle sue parole appare chiaro: in pratica ritirerà le dimissioni solo se troverà l’appoggio delle forze politiche sugli 8 punti presentati come obiettivo di fine legislatura per gli ultimi due anni che rimangono.



Stando però a quanto sostenuto dalle forze politiche che compongono lo scacchiere dell’assise questo appoggio non dovrebbe esserci: i due esponenti del Pd, l’indipendente Vittoria Albano ed i 4r consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno sino ad oggi dichiarato (almeno a parole) che non appoggeranno il governo cittadino e non torneranno sui loro passi. Gli unici due consiglieri ad aver aperto al dialogo con il sindaco sono Maurizio Zerillo e Giovanni Balsamo che si sono detti possibilisti nell’appoggio al governo cittadino sulla base del programma presentato.

Un’apertura di non poco conto dal momento che i due sono l’ago della bilancia per l’eventuale approvazione della mozione di sfiducia, presentata nei giorni scorsi e mai discussa per effetto delle dimissioni del primo cittadino. Con il ritiro delle loro due firme i firmatari della sfiducia resterebbero in 7 e per l’approvazione in aula ne servirebbero 8 di voti.

 

 

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