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Borgetto, il sindaco ritira le dimissioni e sui punti proposti trova convergenza



Il colpo di teatro alla fine è andato in scena al Comune di Borgetto. Il sindaco Luigi Garofalo questa mattina ha ritirato le dimissioni che aveva presentato lo scorso 17 febbraio alla seduta del consiglio in cui si sarebbe dovuto discutere della mozione di sfiducia formata oltretutto da ben 9 consiglieri, (di voti per approvarla ne sarebbero bastati 8, ndr). Da allora sono passati appena 15 giorni eppure sembrano secoli.



Perché in così pochi giorni i numeri per votare la mozione si sono dissolti come neve al sole. L’impressione è stata, alla fine, che tutto si è mosso dietro le quinte, come se anche le dimissioni fossero state probabilmente concordate con qualcuno per bloccare la discussione di quella mozione. Ieri c’è stata una seconda “audizione” del sindaco con i consiglieri comunali ed alla fine il primo cittadino ha avuto la sensazione di uscirne più forte.

“E’ stato un confronto proficuo – ha dichiarato -. Mi è stata ribadita l’intenzione di collaborare sui punti programmatici. Poi questa mattina è arrivata la nota con cui l’Ati idrico ha intimato l’immissione in possesso delle reti idriche e fognarie. Ho sentito il dovere di ritirare le dimissioni considerando l’impellenza dell’impegno che ci aspetta per evitare la gestione dell’acqua passi all’Amap”.

Proprio questo tema è uno degli 8 punti programmatici che il primo cittadino ha presentato alle forze politiche come patto di fine legislatura. E su questi punti Garofalo pare abbia ritrovato improvvisamente una maggioranza. Infatti oltre ai due consiglieri Maurizio Zerillo e Giovanni Balsamo anche i due del Pd, Alessandro Santoro e Alfredo Panettino, hanno dato il loro appoggio esterno:

“Abbiamo ribadito il nostro ‘no’ ad un ingresso in giunta e a far parte di una maggioranza nuova. Sì invece ai punti, ma solo nel rispetto dei ruoli. Garofalo amministra e il Pd avrà una funzione di controllo ed indirizzo. Abbiamo invitato semplicemente il sindaco, nella ricomposizione della giunta, ad individuare soggetti terzi e di alto profilo”.

Resteranno all’opposizione senza se e senza ma la consigliera indipendente Vittoria Albano, l’unica a non essere stata convocata ieri nell’ultimo giro di consultazioni dal sindaco, e i quattro esponenti del Movimento 5 Stelle. Prossimo scoglio l’elezione del presidente del consiglio, essendo Fabio Salamone dimissionario all’inizio di questa lunga crisi politica. E da questo voto probabilmente si potranno anche intravedere i reali numeri in consiglio.

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