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Borgetto, il Comune un “palazzo della vergogna”, senza governo da un mese e mezzo



Un mese e mezzo senza un governo della città. Probabilmente un precedente più unico che raro laddove dovrebbe esistere la democrazia. Eppure succede a Borgetto che da ben un mese e mezzo non c’è giunta e neanche un presidente del consiglio. Era il 2 febbraio quando gli unici due assessori rimasti e il presidente dell’assise rimettevano il mandato con l’obiettivo di garantire al sindaco Luigi Garofalo le “mani libere”. Da allora ad oggi non c’è mai più stato uno straccio di nuovo governo.



Una cosa gravissima per un qualsiasi paese, immaginarsi per Borgetto dove ancora si deve uscire dal dissesto finanziario. L’assenza di un presidente ha posto in stand-by anche il consiglio comunale. In pratica i due organi deliberativi sono totalmente fermi, non si possono prendere decisioni politiche. Ma allora il sindaco che ci sta a fare su quella poltrona? Una domanda che avremmo voluto girare a lui e invece, come spesso accade, quel telefono squilla a vuoto. Abbiamo provato a contattarlo ma non risponde.

Come ricorderete in seguito alla mozione di sfiducia presentata nel gennaio scorso da ben 9 consiglieri su 12 (per votarla ne sarebbero bastati appena 8 di voti), improvvisamente tutto si è bloccato: la sera della votazione il sindaco si dimise e qualche consigliere che aveva firmato quella stessa mozione disse di non sentirsela di “pugnalarlo” e l’atto non fu votato. La seduta saltò e il giorno dopo si presenta una sola consigliera, Vittoria Albano, per cui non si aprirono i lavori.

Il consiglio non fu mai più convocato neanche nei giorni successivi perché era chiaro che qualche consigliere (sicuramente almeno due) non voleva più votarla quella mozione e finì per scadere il tempo massimo per la discussione in consiglio (30 giorni). Come d’incanto (ma nessuna sorpresa) Garofalo il 4 marzo decide di ritirare le dimissioni parlando di “atto di responsabilità” perché il Comune rischiava di dover passare la gestione del servizio idrico ai privati. Ma la responsabilità si è fermata proprio a quel giorno.

Da allora il sindaco non ha più proferito parola, non ha mai ricostituito la giunta e, cosa ancor peggiore, non ha mai informato su quella “emergenza” inerente il passaggio del servizio idrico. La situazione di stallo appare evidente che è figlia di un caos enorme. Altro che mani libere, il primo cittadino non le ha proprio per niente. Altrimenti non si spiegherebbe il motivo di questa mancata nomina della giunta. Vuol dire che le tirate di giacca ci sono, eccome. E continua ancora la squallida politica da malaseno.

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