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Balestrate, l’ex Conchiglia nel mirino della famiglia mafiosa, contatti col sindaco? “Macchè”



L’ex discoteca “La Conchiglia” di Balestrate è stata al centro dell’attenzione di Alfonso e Vincenzo Scalici, padre e figlio, il primo già detenuto e ritenuto organico alla mafia mentre il secondo risulta tra gli indagati di un’operazione antidroga scattata all’alba di oggi. Ed è proprio in questo ambito investigativo che la storia è saltata fuori, con padre e figlio che discutono animatamente con altri indagati, e non soltanto, riguardo alla gestione e soprattutto all’intenzione di vincere l’appalto. Appalto che effettivamente riuscì ad accaparrarsi la società gestita da Vincenzo Scalici, oltretutto unica partecipante al bando.



Da evidenziare comunque che rispetto alle conclusioni tratte oggi dal Gip di Palermo nell’emettere le 11 misure cautelari, non c’è alcun provvedimento collegato proprio a questa gara. Restano però agli atti le conversazioni in cui gli Scalici si dicono sicuri di poter vincere l’appalto, convinti che nessuno si presenterà alla gara sapendo della loro presenza e del loro interesse. Ed effettivamente così è stato.

Spunta fuori anche un dialogo tra padre e figlio, con Vincenzo Scalici che racconta di un presunto incontro avuto con il sindaco Vito Rizzo nel febbraio del 2020, ancora oggi in carica. Al padre racconta che il primo cittadino lo avrebbe rassicurato sulla regolarità della gara. Parole che sono emerse in un periodo in cui di questo appalto si chiacchierava proprio perché a vincerlo fu una ditta gestita dalla famiglia Scalici. “A me queste cose mi scivolano addosso…” sarebbero state le parole che Rizzo avrebbe detto a Vincenzo Scalici.

“Non mi risulta affatto di alcun incontro e men che meno di aver mai pronunciato queste parole – replica il sindaco -. E’ verosimile che ne periodo dell’affidamento dell’appalto questa persona sia venuta al Comune ma non ricordo assolutamente di aver avuto con loro alcun contatto e quindi nessun incontro. Anzi, vorrei ricordare che siamo in contenzioso con questa società che dopo un anno interruppe il pagamento del canone per la gestione della villa”.

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