POLITICAPRIMO PIANO

Borgetto, la guerra politica del ribaltone “Noi mascariati? E voi trasformisti”



La ricomposizione della giunta a Borgetto, dopo un lungo periodo di crisi, non sembra aver smussato i veleni al palazzo di città. Tutt’altro. Il ribaltone andato in scena, con Pd e Movimento 5 Stelle a braccetto tra coloro che avevano strenuamente sostenuto la mozione di sfiducia al primo cittadino, che poi non fu più votata per varie vicissitudini, ha lasciato una profonda frattura. La prima ad uscire fuori è la consigliera Monia Jerbi, che è stata assessore di Garofalo prima delle dimissioni in blocco della giunta in seguito all’apertura della crisi, che annuncia che non sosterrà più il sindaco. A dire la loro anche i consiglieri Giovanni Balsamo e Maurizio Zerillo che dai rumors erano stati indicati come quelli che avevano fatto cadere per primi il patto della mozione di sfiducia al sindaco, che non fu più portata ai voti nonostante quando venne presentata c’erano ampiamente i numeri per farla approvare. Ed è botta e risposta con il Movimento 5 Stelle.



“Alla fine è venuta a galla la verità – sostengono i consiglieri Maurizio Zerillo e Giovanni Balsamo -. Dicevano a noi due che eravamo gli artefici della mancata approvazione della mozione di sfiducia. Evidentemente così non è se oggi vediamo da chi sono state occupate le poltrone”. Eppure anche loro due non si ripresentarono in aula il giorno in cui il sindaco si dimise, salvo poi ritirarle un paio di settimane dopo, e non fu più votata la mozione di sfiducia per mancanza del numero legale: “Fu riconvocata la conferenza dei capigruppo e c’era ancora tempo per riconvocare il consiglio e votare quella sfiducia. Noi c’eravamo, gli altri dove erano?”.

IL DOCUMENTO INTEGRALE DI MONIA JERBI

“La deriva trasformista che ha interessato il comune di Borgetto non ha precedenti. Hanno vinto ricattatori e ricattabili, mentre coloro che hanno dimostrato fedeltà al mandato elettorale voluto dai cittadini sono stati sconfitti”. Lo dice il consigliere comunale della Lega Monia Jerbi che commenta così l’esito della crisi di governo a Borgetto, culminata con un vero e proprio ribaltone, con l’opposizione che diventa maggioranza.

“Il Movimento 5 stelle ha fatto il pieno di poltrone. I moralizzatori che per anni hanno tuonato contro il mercato delle vacche e le manovre di potere finalmente hanno rivelato la loro vera natura. Era il potere che volevano, lo volevano a tal punto da ottenerlo senza un passaggio democratico, senza vincere le elezioni, adesso i problemi di Borgetto sono scomparsi perché seduti in maggioranza ci sono loro: tanti auguri di buon lavoro. Tutte le manovre dietro la mozione di sfiducia non erano finalizzate a ridare la parola agli elettori, ma a spianare la loro strada verso il ribaltone –  ribadisce il consigliere Jerbi”.

“Tanti auguri anche al sindaco che si è prestato a questo gioco perverso, cedendo ai ricatti e sacrificando il mandato che gli avevano dato i cittadini, e la sua maggioranza per restare in sella. Coloro che lo hanno sostenuto fin dal primo giorno, con coerenza, nel momento più difficile, durante gli anni del risanamento per superare il dissesto finanziario, sono serviti allo scopo e possono essere gettati via senza nemmeno un ringraziamento. Il sindaco ha di fatto sconfessato se stesso e tutto il lavoro portato avanti – continua il consigliere Jerbi. Noi al contrario siamo fieri del percorso intrapreso fino ad oggi, nonostante tutte le difficoltà. Assieme agli altri assessori abbiamo affrontato un cammino irto di ostacoli, con spese bloccate dai vincoli imposti dal dissesto economico che rendevano impossibile anche affrontare l’ordinaria amministrazione, ma alla fine l’obiettivo di portare il comune verso l’approvazione del bilancio riequilibrato per far tornare la nostra comunità alla normalità è stato raggiunto, la cosa strana è che coloro che hanno fatto una opposizione irresponsabile e faziosa contro questo percorso di risanamento, mettendo i bastoni tra le ruote ad ogni occasione utile, si troveranno adesso raccogliere i frutti di questo lavoro e ad amministrare un ente che noi abbiamo contribuito a risanare. Che dire del PD infine, il partito che ha portato avanti un capolavoro di equilibrismo, a suo agio prima nella vecchia maggioranza e adesso nella nuova. Protagonista nelle manovre di palazzo e nell’oscura arte del tradimento, che ottiene la presidenza del consiglio.   Tutto per rimanere al governo, buon lavoro anche a loro. Personalmente non potrò che essere all’opposizione di questa farsa che dovrebbe disgustare i cittadini di Borgetto. Continuerò a sostenere gli 8 punti programmatici, che di fatto sono i punti del programma elettorale con cui ci eravamo presentati alle elezioni, ma sul resto, non ci saranno sconti – conclude il consigliere comunale della Lega. I cittadini dovranno sapere in che modo questo gruppo di politicanti continua con questo gioco immorale che ha svenduto il voto popolare per garantire carriere ed ambizioni personali. Mi assicurerò che quando si tornerà a votare i cittadini non dimentichino questa vergogna. Buon lavoro a tutti”.

LA REPLICA DELL’ASSESSORE CARUSO

Ecco invece la replica del neo assessore Anna Maria Caruso del Movimento 5 Stelle.

“Ho dubbi – replica stizzita la neo assessore Anna Maria Caruso – che queste parole siano state scritte dalla Jerbi, credo che ci sia la regia di qualcun altro e si farebbe bene in questi casi a metterci la propria faccia e le proprie parole. Loro in  tre anni non sono stati in grado di fare nulla, non perché c’erano dei bilanci bloccati ma la consigliera personalmente non ha mai inciso rispetto alle sue competenze. Non ha mai portato avanti un progetto, anzi si è sempre nascosta dietro a un dito solo per criticare e giudicare. Mi risulta anche che il sindaco ha avuto dei forti contrasti con lei proprio per l’incapacità nel portare avanti il suo lavoro. In quasi un anno di assessorato non ha portato alcun risultato. Noi daremo il massimo contributo, grazie al sindaco per averci dato questa fiducia. Puntiamo sulle cose da fare e mi sono messa subito al lavoro per intercettare i primi finanziamenti. Daremo una risposta sul campo”.

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