AGRICOLTURAPRIMO PIANO

Partinicolive al Vinitaly di Verona, brillano le cantine partinicesi (FOTOGALLERY)



Dai nostri inviati a Verona: sommelier Wine Influencer Antonio Carullo e Sommelier relatore Giancarlo Lo Presti



Brilla anche Partinico al Vinitaly di Verona, la più grande fiera del vino italiana. Le aziende locali hanno messo in mostra i loro prodotti e anche da qui è pronta a ripartire l’economia agricola locale dopo anni terribili di crisi dovuta anche alla pandemia. La nostra testata di Partinicolive è stata presente  insieme ad altri giornalisti, produttori, wine maker e comunicatori del vino. Tutti si sono ritrovati tra gli splendidi e suggestivi padiglioni a ritessere la fila di un comparto che ultimamente aveva rallentato le dinamiche di mercato. Nell’elegante padiglione Sicilia si è registrato positivamente un aumento delle presenze di aziende e un grande afflusso di operatori del settore, grazie anche alle regolamentazioni “epurative” adottate dall’ente fiera. Tra le aziende visitate inevitabilmente ha riscosso la più grande attrazione la Cusumano con sede storica a Partinico e con la produzione di oltre due milioni di bottiglie. Si sta confermando sempre di più nei mercati nazionali ed esteri. Parliamo di 520 ettari divisi tra le proprietà di San Giacomo, in provincia di Caltanissetta, Ficuzza in provincia di Palermo, Presti e Pegni sulla zona collinare in provincia di Palermo. Diego ed Alberto Cusumano gestiscono la cantina dal 2001 ed hanno investito su un progetto di produzione che tiene conto dell’identità del territorio e del vitigno attraverso metodi artigianali e tecnologici, investendo molto sulla comunicazione. Diverse le etichette presentate alla kermesse e che hanno impressionato. Di seguito un nostro giudizio su ogni etichetta:

Angimbè 2021


Nel calice si presenta di un brillante giallo paglierino con sfumature verdoline. All’olfatto si apre su delicati profumi di zagara, biancospino e fiori bianchi, aromi di cedro, frutta bianca, morbidi cenni tropicali di frutto della passione e litchi, sfumature di erbe aromatiche della macchia mediterranea. Il sorso è teso e di vibrante freschezza, che si distende verso aromi fruttati più armoniosi, ricchi e ampi per chiudere poi su note sapide.

Salealto 2019

Il colore luminoso con cui si presenta nel calice evoca uno scenario caldo e ricco di sole, in cui le uve hanno potuto maturare al meglio, esprimendosi integralmente e senza reticenze. Il bouquet è ricco, lussureggiante e prorompente, dominato da nuance fruttate e tropicali e da sentori di agrumi dolci e maturi, fiori d’arancio ed erbe aromatiche. Il gusto si dimostra coerente col profilo olfattivo, rivelando morbidezza, spessore, ricchezza, sapidità e intensi aromi fruttati.

Jalè  2020

Si esprime su tonalità molto minerali, con sentori di frutta gialla matura, agrumi e spezie. Il sorso è elegante e avvolgente, con ritorni aromatici coerenti con l’olfatto e di impeccabile equilibrio. Un vino che conquista i sensi e allieta l’anima per la sua personalità raffinata e il suo carattere non comune, di grande impatto gusto-olfattivo.

Ramusa 2020

Le note succose dei piccoli frutta rossi di bosco invadono il naso con eleganza, intervallate da aromi più floreali e sfumature marine molto mediterranee. In bocca è di corpo leggero, giovane e conviviale, con un sorso da cui emerge un gusto floreale e fruttato, in equilibrio con i profumi già avvertiti al naso.

Etna Rosato 2020

Conquista subito lo sguardo con un luminoso e brillante rosa tenue, per sorprendere poi all’olfatto con profumi raffinati ed eleganti, che ricordano note floreali, aromi d’agrumi, di pompelmo rosa, sfumature di melograno e lampone. Il sorso è sottile, delicato, sapido e teso. Scorrevole e fragrante, chiude con una vibrante freschezza minerale. Un’etichetta assolutamente da provare per scoprire il volto rosa del vulcano.

Disueri Nero D’avola 2020

Già dalla prima olfazione mette in chiaro la sua nitidezza aromatica fatta di gelso, frutti di bosco e tracce speziate di chiodi di garofano. Il sorso è perfettamente bilanciato tra freschezza e avvolgenza, ed invoglia continuamente ad un nuovo assaggio.

Passando alle tenute dell’Etna, degustando le nuove annate inserite in commercio, emerge l’Etna Bianco e L’Etna Rosso Alta Mora, per poi terminare il percorso degustativo con i due Cru Feudo di Mezzo Etna Rosso e Guardiola Etna Rosso. Il primo prodotto con sistema di allevamento ad alberello ad una altitudine di 650 metri sul livello del mare; mentre il Guardiola con vigne di 150 anni coltivate ad alberello su suolo vulcanico ad una altitudine di 800/1000 metri sul livello del mare.

Alta Mora 2020 Etna Bianco

Nel bicchiere si presenta con una tonalità leggera, che richiama il giallo dorato. I profumi che si sviluppano al naso sono precisi e ben delineati, e si organizzano su note fruttate e minerali. All’assaggio è di corpo leggero, sottile, vellutato, con un sorso avvolgente decisamente rinfrescante, sviluppato su una trama sapida. Un’etichetta giovane e sbarazzina, che ci trasporta con grazia e raffinatezza all’interno dello splendido terroir etneo.

Alta Mora 2018 Etna Rosso

Il profilo olfattivo si apre su delicate note floreali, aromi di piccoli frutti di bosco, erbe aromatiche della macchia mediterranea e spezie.  Al palato è di media struttura, con sorso agile e fresco, aromi raffinati e chiusura su note sapide e minerali tipiche dei suoli vulcanici dell’Etna.

Etna Rosso Feudo di Mezzo 2016

Il naso pullula di sensazioni ampie, dove frutti di bosco a bacca nera si alternano ad aromi di spezie, fiori e alloro. In bocca è di ottimo corpo, energico e scattante al contempo, rotondo e pieno, con un bel tannino e con un sorso di chiara impronta sapida; termina con un finale di ottima persistenza. Territorio, tradizione e natura, i cardini su cui opera quotidianamente Cusumano, si ritrovano in questo rosso siciliano, il cui successo conferma, qualora ce ne fosse bisogna, la grande qualità del lavoro svolto dalla cantina.

Etna Rosso Guardiola 2016

Nitido ed elegante l’insieme dei profumi che avvolgono il naso, partendo da sfumature fruttate per giungere a sentori di pietra lavica e rimandi più sapidi. All’assaggio è di medio corpo, ampio e rotondo al palato, con un sorso lineare che pone in risalto l’anima sapida derivante dalla composizione del terroir d’origine. Il tannino è fine, gentile e ben integrato. Un’etichetta con cui Cusumano conferma livelli qualitativi degni di merito.

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