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Partinico, nuovo affondo contro gli evasori, ancora ruoli emessi sull’Imu



Prosegue il piano della lotta all’evasione dei tributi al Comune di Partinico da parte delle commissarie prefettizie. In questi giorni sono stati scovati altri “furbetti” che non hanno pagato l’Imu, l’imposta sul possesso degli immobili. Ad essere stati emessi altri 114 ruoli per un ammontare di 200 mila euro da recuperare in bilancio e che fanno riferimento a mancati pagamenti dell’imposta per gli anni 2017 e 2018.



Si tratta di ruoli coattivi, dunque costituiscono titolo esecutivo idoneo ad attivare le procedure esecutive, che può essere il pignoramento, e cautelari, con ipoteca o fermo dei beni mobili registrati. Sulle somme iscritte a ruolo sono dovuti gli interessi di mora per ogni giorno di ritardo, nonché l’intero compenso dovuto all’agente della riscossione, calcolato sul capitale e sugli interessi di mora, e tutte le eventuali ulteriori spese derivanti dal mancato pagamento della cartella.

Si tratta di un’attività in continuità dal momento che già era stato fatto un primo maxirecupero di quasi 1,9 milioni di euro sempre per l’Imu. In questo caso si parla di altri 4.600 ruoli inviati che sono di competenza dell’organismo straordinario di liquidazione, che si è insediato a Partinico nel momento in cui è stato dichiarato il dissesto finanziario.

Quindi parliamo in questo caso di tributi che risalgono a prima del 31 dicembre del 2016, periodo in cui si è era approvato l’ultimo bilancio prima per l’appunto della dichiarazione di dissesto. Negli anni collegati ai tributi incassati e accertati tra gli anni 2017 e 2018 si è riusciti a recuperare 9,1 milioni di euro, con una media di incasso di circa l’80 per cento.

Nei mesi scorsi gli uffici, sotto il coordinamento delle tre commissarie prefettizie Isabella Giusto, Concetta Caruso e Maria Baratta, hanno completato il lavoro per il recupero dei tributi collegati al 2017 e gli incassi sono letteralmente lievitati: l’Imu, l’imposta comunale sul possesso degli immobili, ha raggiunto il picco di un incasso al 92 per cento, permettendo di far entrare qualcosa come 6 milioni di euro sui 6,5 di previsione.

La Cosap, il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, ha sfiorato l’incasso massimo: si è arrivati a 192 mila euro di introiti nell’anno 2018, con un ammanco di appena 4 mila euro, pari al 98 per cento di copertura. Anche sul fronte della Tari, la tassa sui rifiuti, si sono fatti passi da gigante e si è passati da una riscossione dei 35 per cento all’attuale 52 per cento.

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