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Terrasini, arrestata la banda che rapinò il Credem, incastrati dalle intercettazioni



La polizia di Stato ha eseguito provvedimenti di fermo nei confronti di cinque palermitani accusati di essere dei rapinatori seriali di banche. I provvedimenti sono scattati nei confronti di C.F. di 67 anni, C.A. di 62 anni, M.V. di 60 anni, S.A. di 42 anni e T.C. di 49 anni. La banda l’ultimo colpo l’avrebbe messo a segno ai danni della banca Credem di Terrasini. Qui i rapinatori hanno portato via un bottino di 84 mila euro e sequestrato per 40 minuti sei persone tra clienti e impiegati.



Lo scorso 4 aprile 3 uomini a volto coperto con cappellini e mascherina sono entrati nella banca e hanno atteso l’apertura del caveau temporizzato e nel frattempo  hanno costretto a effettuare 10 prelievi da 2 mila euro “cash in” dalle casse della banca. Prima di andar via, hanno legato gli impiegati e i clienti con delle fascette e si sono dileguati. Uno dei 5 fermati era sottoposto alla pena alternativa della semilibertà del condannato, con onere di svolgere attività di volontariato presso un’associazione cittadina. Un secondo era sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno per mafia. A 4 dei 5 fermati viene anche contestata la recidiva.

Dalle attività d’intercettazione è emerso pure che i cinque si vantavano delle loro abilità e dei commenti “positivi” ricevuti in coda ad un articolo di stampa riferito proprio alla rapina in questione. Tale circostanza ha consentito, peraltro, di fissare dei punti temporali importanti in ordine alle responsabilità penali loro contestate per i fatti avvenuti a Terrasini. Inoltre gli stessi soggetti gioivano del fatto che, di recente, la discussione politica sull’abolizione dell’uso delle mascherine aveva subito uno stop, considerandolo una fortuna per i loro affari, in ragione del fatto che il travisamento del volto in questo modo risulta quasi naturale.

I fermi sono consequenziali pure alla progettualità emersa durante l’attività di intercettazione, relativa al fatto che la banda aveva intenzione di recarsi fuori provincia e in particolare in alcune città del centro-nord Italia per mettere a segno altre rapine. Durante le fasi dell’indagine, peraltro, non sono mancati frequenti sopralluoghi da parte degli indagati, propedeutici alla commissione di altri “colpi” anche in alcune località della provincia palermitana. In un’occasione, peraltro, il controllo mirato effettuato sui 5 indagati gli stessi, ha consentito di scongiurare la perpetrazione di una ulteriore rapina ad una banca di un comune limitrofo. In sede di convalida il Gip ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere.

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