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Balestrate, le casse adesso tremano, il Comune sommerso dai debiti



Le casse del Comune di Balestrate sono sull’orlo del crack finanziario. L’ente locale è sommerso da debiti, disavanzi, con ipotesi gravi di soccombenze in alcuni contenziosi e non è in grado di approvare il bilancio pluriennale 2021-2023. Ecco perché, su input del sindaco Vito Rizzo, il consiglio comunale ha approvato l’adesione alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale e l’accesso al “Fondo di rotazione per la stabilità finanziaria degli enti locali”. Una sorta di procedimento che anzitutto sospende le procedure esecutive nei confronti dell’ente locale da parte dei creditori.



Adesso il consiglio sarà chiamato a deliberare entro 90 giorni sulle concrete modalità di salvataggio dell’ente sotto la supervisione di organi di controllo che dovranno certificarne nel tempo la correttezza dei conti. Nella sua relazione Luigi Calamia, responsabile della direzione Programmazione finanziaria e del personale del Comune, ha evidenziato una “grave situazione finanziaria in cui versa il Comune”.


In tal senso è venuto fuori il ricorso sistematico all’anticipazione di tesoreria, quindi alla richiesta di prestiti dalla propria banca di fiducia con restituzione e interessi da rifondere, ad eccezione degli ultimi due anni. Ci sarebbe poi “un importante disavanzo di amministrazione” che al 31 dicembre del 2020 ammontava a ben 2 milioni di euro. Pare comunque che la situazione di deficit finanziario parta anche da più lontano, addirittura già dal 2015 come ha avuto modo di precisare Calamia, quando l’originario disavanzo da riaccertamento straordinario fu dichiarato in quasi 2 milioni e mezzo di euro, così come all’epoca aveva certificato la giunta municipale e di cui prese atto il consiglio comunale.

In quell’occasione fu stabilito di ripianare questo disavanzo in 30 rate annuali costanti di 83 mila euro a garanzia della piena copertura entro l’esercizio finanziario 2044. C’è poi un maggior disavanzo scaturente dal rendiconto 2020 che è pari ad un altro milione e mezzo di euro. Ci sono poi una valanga di debiti fuori bilancio: quasi 600 mila euro da riconoscere ma già vincolati nel risultato di amministrazione al 31 dicembre 2020; a questi si aggiungono altri 2,7 milioni da riconoscere e non finanziati.

Senza contare che poi c’è la spada di Damocle del fallimento dell’ex Ato rifiuti Palermo 1 con citazione del Comune per debiti pari a 15 milioni di euro su cui è pendente un contenzioso in tribunale. Infine è stata ravvisata anche una elevata consistenza, nella quantità e qualità, di contenziosi in cui il Comune è coinvolto e per i quali sussiste un rischio di soccombenza. Il Comune, sulla base delle norme finanziarie, è stato costretto ad accantonare 185 mila euro in bilancio nel risultato di amministrazione all’interno del fondo contenzioso quale quota prudenziale.

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