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Alcamo, dal Comune cancellate cartelle iscritte sino al 2010, addio a un milione di euro



Il Comune di Alcamo dice addio definitivamente a un milione di euro di potenziali introiti. Sono i soldi che si sarebbero dovuti incassare per crediti mai riscossi e che riguardano nella maggior parte dei casi tributi. Si da in questo modo seguito ad una norma di legge contenuta nell’articolo 4 del decreto legge del 22 marzo 2021 per cui sono state introdotte disposizioni finalizzate all’annullamento di debiti iscritti a ruolo fino al 31 dicembre del 2010 di importo fino a 5 mila euro.



Come risulta dai dati messi a disposizione nell’area riservata sul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione l’ammontare delle quote annullate per Alcamo è pari a complessivi 1.038.919,80 euro. Dagli uffici sono state quindi avviate le procedure che hanno evidenziato che da tale operazione “non si determina alcun maggiore disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario, di importo pari alla differenza tra l’importo dei residui attivi cancellati e la riduzione del fondo crediti di dubbia esigibilità”.

Sulla base delle determinazioni dirigenziali di ricognizione dei residui attivi e passivi, è emerso che la parte più corposa di questi introiti era destinata alla direzione 5 Servizio finanziario e Riscossione delle entrate pari a quasi 800 mila euro; quasi 200 mila euro invece sarebbero dovuti essere incassati dalla direzione 2 del corpo di polizia municipale, dunque parliamo per lo più di oneri collegati alle multe; infine poco meno di 50 mila euro erano spettanti alla direzione 1 che si occupa di Sviluppo economico, Territoriale, Attività produttive, Servizio idrico e Ambiente.

Per i crediti annullati da Agenzia Entrate-Riscossione, che risultano ancora iscritti nelle scritture patrimoniali dell’ente, si procederà alla cancellazione definitiva all’interno del Rendiconto 2021, come da elenchi contenuti nelle determinazioni dirigenziali di ricognizione.

Nello specifico la norma prevede che sono automaticamente annullati i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore dello stesso decreto-legge, fino a 5 mila euro comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dall’1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, delle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30 mila euro e dei soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta alla data del 31 dicembre 2019 un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30 mila euro.

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