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Borgetto, si dimette l’assessore Oliveri, sullo sfondo un mezzo pasticcio



“Lascio l’incarico perché non potevo ricoprirlo con una retribuzione essendo andato in pensione con quota 100”. Parola del dimissionario assessore di Borgetto, Nunzio Oliveri, che a neanche due mesi dall’insediamento ha deciso di abbandonare la giunta. Alla base di questa scelta un mezzo pasticcio, ancora però tutto da chiarire, di un’interpretazione normativa riguardo a chi ricopre incarichi nella pubblica amministrazione avendo usufruito di “quota 100” senza aver raggiunto l’età pensionabile ordinaria.



“Avevo avuto rassicurazioni dagli uffici inizialmente che avrei potuto ricoprire l’incarico assessoriale – afferma oggi Oliveri – ma poi è emerso che così non era. Per questo motivo ho deciso di lasciare l’incarico, non c’è stato alcun problema. Resto sempre a disposizione di questa amministrazione da esterno per qualsiasi tipo di supporto”.

Oliveri, 66 anni, era stato nominato lo scorso 30 marzo in seguito alla lunga crisi politica che stava quasi costando al sindaco Luigi Garofalo una mozione di sfiducia. Sfiducia però sventata grazie ad un ribaltone politico che ha permesso al Movimento 5 Stelle di passare dall’opposizione alla maggioranza con ben due assessorati sui quattro disponibili. Oliveri aveva avuto le deleghe a Sanità e Igiene ambientale, Protezione civile, Depuratore, Urbanistica, Territorio e ambiente, Enti partecipati e Rapporti con organi istituzionali esterni.

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