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Partinico, “è socialmente pericoloso”, confisca e sorveglianza speciale per Orvieto Guagliardo



Confiscati i beni a Gerardo Antonio Orvieto Guagliardo, detto Jonathan, 39 anni di Partinico, per un valore di circa 300 mila euro. I sigilli a 12 rapporti finanziari tra cui conti correnti, polizze vita e fondi di investimento, nonché un’autovettura Bmw X6. A dare esecuzione al provvedimento la polizia su input del tribunale delle misure di prevenzione. La figura di Orvieto, secondo gli inquirenti, è considerata di pericolosità sociale “qualificata” ed è emersa nell’ambito delle indagini condotte dalla squadra mobile della questura di Palermo relative all’operazione di polizia “Game over”. Inchiesta che avrebbe confermato l’esistenza di una forte e indissolubile compenetrazione tra l’attività dell’organizzazione mafiosa Cosa Nostra e la gestione e distribuzione sul territorio delle sale gioco e scommesse in seno alle quali, quotidianamente, si muove una mole di denaro, spesso sottratta a qualunque forma di controllo legale e fiscale, che rappresenta una delle più cospicue fonti di reddito degli ultimi anni per la stessa associazione criminale.



Nel febbraio del 2018, Orvieto Guagliardo venne arrestato con l’accusa di 416 bis per avere fatto parte dell’associazione per delinquere di tipo mafioso, in particolare di una articolazione della famiglia mafiosa di Partinico, che, avvalendosi della forza d’intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omertà, operava il controllo territoriale e delle attività imprenditoriali attive nel settore dei giochi e scommesse a distanza. In pratica era un antagonista al gruppo di Ninì Bacchi, anche lui arrestato a suo tempo, acquisendo in modo diretto ed indiretto il controllo e la gestione delle attività economiche nel mercato delle scommesse, conseguendo “profitti e vantaggi ingiusti per sé e per altri – scrivono dalla questura di Palermo -, anche attraverso il riciclaggio, il reimpiego e l’intestazione fittizia dei proventi di altre attività delittuose”.

In tale contesto è emerso come Orvieto Guagliardo, in qualità di responsabile provinciale del circuito di scommesse “Leaderbet”, avesse operato in maniera funzionale agli interessi dell’organizzazione mafiosa, grazie alla imposizione dei brand commerciali a lui stesso riconducibile, garantita sul territorio palermitano da esponenti di “cosa nostra” a fronte di un corrispettivo in percentuale dei profitti tratti dall’illecita attività operata nel settore delle scommesse, versato nelle casse dell’organizzazione mafiosa, fornendo così un contributo apprezzabile e concreto, sul piano causale, all’esistenza e al rafforzamento dell’associazione “cosa nostra” e quindi alla realizzazione dei fini da essa perseguiti.

Il 39enne nel novembre del 2019 è stato condannato in primo grado alla pena di 8 anni e 8 mesi di reclusione ma in appello, in parziale riforma, venne assolto dal reato di intestazione fittizia con riduzione della pena a 8 anni e un mese.

Successivamente al suo arresto, sulla base dell’acclarata pericolosità sociale di Jonathan Guargliardo Orvieto sono stati svolti dall’ufficio misure di prevenzione patrimoniali della questura di Palermo accertamenti patrimoniali su di lui e i familiari e questo avrebbe permesso, secondo gli inquirenti, di evidenziare una notevole sproporzione economica tra i redditi leciti dichiarati, ben inferiori alle ordinarie spese di mantenimento e gli investimenti patrimoniali effettuati: “Ciò a conferma dell’evidente impiego di risorse finanziarie di illecita provenienza – evidenziano dalla questura – derivanti dalla attività imprenditoriale dello stesso, favorita dalla vicinanza a cosa nostra”. A Orvieto Guagliardo è stata anche applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per la durata di 2 anni.

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