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Partinico, commemorato l’assalto sanguinario alla sede del Pci e della camera del lavoro



Questa mattina sindacati, esponenti politici, associazionismo e società civile ha partecipato alla cerimonia per ricordare Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Iacono uccisi nell’assalto alla sede del partito Comunista Italiano della Camera del Lavoro di Partinico. Il 22 giugno 1947 mafiosi e banditi attaccarono con armi da fuoco e bombe a mano le sezioni non solo di Partinico ma anche di Borgetto e Cinisi, le sedi delle Camere del lavoro di Carini e San Giuseppe Jato e la sezione del Partito Socialista di Monreale.



Assalti che dagli storici furono considerati una sorta di prosecuzione della mano stragista dopo il terrificante raid di Portella del primo maggio sempre del ’47. Nel mirino ci furono sempre i partiti di sinistra che erano alla testa del movimento contadino e che vinsero le elezioni regionali del 20 aprile, ma già nel successivo mese di maggio vennero esclusi dai governi nazionale e regionale.

Lo scopo politico, sempre secondo alcune tesi storiche accreditate, era proprio quello di mettere ai margini le forze di sinistra colpendo militanti e dirigenti delle lotte contadine e dell’opposizione.

“La nostra presenza di oggi – si legge in una nota del circolo di Rifondazione comunista di Partinico – rappresenta la continuità ideale tra il nostro passato e l’impegno mai venuto meno a difesa dei lavoratori e al sostegno dei diritti dei più deboli. Il ricordo del loro sacrificio e la memoria da tenere viva rappresentano per noi comunisti una delle tante ragioni della nostra esistenza politica”.

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