C’è una condanna “eccellente” per il traffico di droga tra la Calabria e la mafia di Partinico. Si tratta dell’uomo che avrebbe fatto da collante proprio tra i due territori per far arrivare a Partinico decine e decine di chili di stupefacente. In abbreviato, secondo quanto riporta Live Sicilia, è stato condannato a 10 anni Michele Grasso.
Fu uno degli uomini chiave di quella inchiesta per via proprio del suo ruolo. Grasso ha rischiato anche una pena ben più pesante ma alla fine si è “ridotta” a 10 anni perché è caduta l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga.
Grasso, 42 anni, fu arrestato nell’ambito dell’operazione “Gordio” che mise in evidenza nel 2021 intrecci tra mafia e narcotraffico con la supervisione dei boss a gestire i traffici di droga. In totale ci furono 85 misure cautelari, a condurre quella vasta operazione i carabinieri di Partinico. Tra i nomi eccellenti finiti sotto indagine Michele Vitale, esponente della famiglia mafiosa dei Vitale, storici capi del mandamento mafioso, in Cosa nostra soprannominati “Fardazza”.
Anni di intercettazioni, appostamenti e indagini vecchio stampo senza alcun aiuto dei pentiti. Anche perché tra gli arrestati c’era proprio una collaboratrice di giustizia: Giusy Vitale, ex capo del mandamento, sorella dei padrini Vito e Leonardo, che sostituì ai vertici del clan dopo l’arresto. Vitale, che viene processata separatamente col rito ordinario, sarebbe stata al centro di un maxitraffico di stupefacenti insieme al nipote Michele Casarrubia.
Un’inchiesta molto delicata che portò anche a far emergere l’acquisto di un’ingente quantità di cocaina con uno dei Casamonica, personaggi di vertice dell’omonimo clan romano.


