La liquidazione della regione

Partinico, aumento indennità sindaco e assessori, arriva il saldo

Al Comune di Partinico in arrivo la tranche a saldo dell’aumento delle indennità di sindaco, assessori e consiglieri comunali per l’anno 2023. La Regione procederà entro un mese a liquidare le somme dovute dopo la rendicontazione di ogni singolo Comune.

A Partinico, sulla base della decisione di aumentare le indennità a sindaco verso la fine dello scorso anno, la Regione dovrà stanziare in totale 16.700 euro. Già è stato stanziato l’acconto da 10 mila euro, ora si attende il resto della tranche prevista.

L’aumento per i Comuni era facoltativo, infatti non tutti gli enti locali hanno deliberato in tal senso. Quando lo fece Partinico ci fu una forte polemica. Il sindaco passa da circa 3 mila quasi 5 mila euro lordi, il suo vice da 1.700 a 2.600 euro, e gli assessori e presidente del consiglio da 1.400 a 2.100 euro.

Si tratta di una legge regionale recepita lo scorso anno e che a Partinico è stata recepita a partire da ottobre 2023. Da ottobre a dicembre dello scorso anno l’adeguamento prevede che il sindaco passa da un’indennità di 3.114,23 a 4.280,95 euro al mese (parliamo di cifre al lordo). La sua vice Tea Speciale da 1.712,83 a 2.354,52 euro. A cascata ci sono aumenti anche per gli assessori e il presidente dell’assise, che sono identici: tutti passano dagli attuali 1.401,40 a 1.926,43 euro.

Ma dal 2024, come prevede sempre la norma stessa, questi aumenti saranno a regime e ulteriormente ritoccati all’insù: a quelle cifre, quindi, bisognerà aggiungere altri circa 500 euro mensili al sindaco, 300 al suo vice e 200 ad assessori e presidente del consiglio. Quindi l’aumento annuale delle indennità complessivamente sarà di 98 mila euro.

Il sindaco Pietro Rao ha da sempre respinto le polemiche attorno a questa decisione: “In tutta Italia – sostiene – le indennità erano dettate da una legge mentre in Sicilia sono facoltative, una ipocrisia tutta siciliana. Un adeguamento che si traduce in 403 euro per un assessore non mi sembra scandaloso”.

“Le somme in delibera non devono ingannare – ha già avuto modo di precisare il presidente del consiglio Erasmo Briganò -. Quasi tutti gli amministratori siamo impiegati pubblici e ci spetta quindi la metà di quell’indennità. Personalmente non percepisco più di 500 euro mensili al netto. L’adeguamento è stato votato per garantire una remunerazione più adeguata considerato l’impegno e le responsabilità. Poi io personalmente ho messo soldi di tasca mia per fare acquisti per cerimonie istituzionali”.