Accordo con la newcoop

Partinico, sindacalista e operaio reintegrato dopo il licenziamento

Reintegrato il lavoratore e rappresentante sindacale Rsu della Cgil, Francesco Loria di Partinico, dopo il licenziamento nell’agosto scorso nel settore della logistica Conad di Carini. Vanno verso una riduzione della sospensione anche i 6 colleghi. Rientra così il braccio di ferro tra un gruppo di operai e la Newcoop, la società che per conto della grande catena di supermercati gestisce l’area logistica, quindi quella che si occupa di deposito e stoccaggio della merce che viene poi distribuita nei vari punti vendita.

Attorno a questa vicenda si era alzato un enorme polverone, con i lavoratori a protestare per le condizioni lavorative a cui erano stati sottoposti: allungamento turni, nessun riposo settimanale ed eccessivo caldo all’interno dei locali dello stoccaggio merci. Dal suo canto la Newcoop aveva sempre sostenuto di aver agito secondo norme contrattuali, nel rispetto di quanto previsto. In seguito ai provvedimenti disciplinari si era verificata anche una grande mobilitazione con  un sit in di protesta di sindacati, lavoratori e associazioni di varia estrazione davanti la sede della stessa società che fornisce lavoratori alla Coop.

Presenti i vertici della Cgil, tra cui il segretario generale Mario Ridulfo che ha seguito la vertenza del licenziamento dell’operaio di Partinico da vicino. “Da parte nostra nessun passo indietro – ha tenuto a precisare il presidente della New Coop, Ruggiero Di Paola -, in sede di conciliazione i lavoratori hanno ammesso le loro colpe. L’azienda, valutata la situazione complessiva, ha stabilito di ridurre la sanzione del licenziamento a 2 giorni di sospensione che risultano già essere stati scontati in questo periodo. Contiamo adesso anche di chiudere con gli altri 6 lavoratori sospesi, con cui sono in corso le trattative”.

“I dati di fatto – precisa l’avvocato della Cgil che ha seguito la vertenza, Pietro Vizzini – sono quelli della revoca del licenziamento perché evidentemente l’azienda si è resa conto che, rispetto alle contestazioni, il provvedimento era sproporzionato. Così come è altrettanto oggettivo che il lavoratore non ha ammesso alcuna colpa”. “Forse ho alzato troppo i toni il giorno in cui ho contestato per l’ennesima volta ai vertici aziendali delle condizioni lavorative inadeguate a cui erano sottoposti gli operai – precisa Loria – ma ho rivendicato dei sacrosanti diritti e continuerò a farlo in qualità di rappresentante sindacale dei lavoratori”.