Sulla manutenzione all’invaso poma

Partinico, le bacchettate del sindaco al Consorzio di Bonifica

Sino ad oggi il sindaco di Partinico Pietro Rao aveva mantenuto rapporti diplomatici con il Consorzio di bonifica, ente dipendnete dalla Regione che gestisce gli impianti e la distribuzione idrica dell’invaso Poma. Adesso però sembra che la sua pazienza si sia esaurita. A conclusione dell’annata estiva, con pochissime risorse idriche distribuite all’agricoltura per i soliti problemi legati alle condotte colabrodo oltre che all’emergenza siccità, il primo cittadino rompe gli indugi e questa volta attacca a testa bassa il consorzio di bonifica da cui dipendono ben 7 mila ettari di irrigazione tra Partinico e dintorni.

Rao ha rotto il suo fair play istituzionale in un’intervista rilasciata a Sky (clicca qui per vedere le dichiarazioni integrali): “L’alveo viene pulito raramente, la diga è interrata quindi si riduce ancora di più la capacità e la manutenzione è molto, ma molto limitata. Quindi voi capite che dopo le piogge dei giorni scorsi qua ci dovrebbe essere un fiume in piena, invece come si può vedere l’acqua è quasi ferma, quasi stagna. Quindi significa che non siamo neanche capaci di incanalare quest’acqua e portarla a destinazione”.

Effettivamente l’invaso Poma di Partinico è oramai ai minimi termini. All’interno del bacino restano gli ultimi 20 milioni di metri cubi, di cui però solo 10 sono effettivamente prelevabili al netto quindi di fanghi e della quantità minima da garantire per la sopravvivenza di flora e fauna.

I prelievi per uso idropotabile e la siccità prolungata hanno determinato l’attuale situazione. Questa diga sullo Jato è autorizzata  poter contenere oltre 70 milioni di metri cubi. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ci sono ben 20 milioni di metri cubi meno, e rispetto al 2022 sono 27 in meno. I dati sono stati resi noti dall’autorità di bacino regionale. Attorno al Poma di Partinico si sono innescate non poche polemiche. Gli agricoltori puntano il dito contro il Consorzio di bonifica Palermo 2 accusato di non essere in grado di portare avanti la gestione.

A dire del Comitato invaso Poma, che riunisce imprenditori, sigle sindacali e di categoria e politica, sarebbero mancati gli interventi di manutenzioni alle reti che impediscono a tantissimi lotti di terreno di essere irrigati a causa delle rotture delle condotte. Da tempo il Comitato chiede che venga data attuazione alla legge regionale che permette la gestione democratica delle acque, vale a dire strutture sui territori che avrebbero poteri gestionali. Invece da tempo immemorabile le dighe e i loro impianti in Sicilia sono gestiti con nomine commissariali e dai vari consorzi di bonifica.