In consiglio comunale a Partinico si consuma l’ennesimo strappo con il governo cittadino, le variazioni di bilancio della giunta sono state bocciate. Alla fine sono state salvate sono le spese indispensabili e la maggioranza vota compatta con l’opposizione, facendo cadere il castello che era stato costruito a tavolino dall’esecutivo guidato dal sindaco Pietro Rao. Adesso l’impressione è che possa esserci in vista un terremoto nella giunta, con assessori che possono saltare.
L’amministrazione comunale aveva portato in aula una manovra con 7 interventi per circa 2 milioni di euro di nuovi investimenti da programmare: fondi per ristrutturare il mercato ortofrutticolo (300 mila euro), per l’acquisto di nuova caldaie nelle scuole a norma (300 mila euro), l’ampliamento della videosorveglianza (600 mila euro), asfalto nelle strade (300 mila euro), manutenzioni al cimitero (150 mila euro) e l’istituzioni di un capitolo che accogliesse le sponsorizzazioni per i vari eventi da organizzare.
L’aula, i presenti della maggioranza e l’opposizione, ha lamentato l’impossibilità in soli due giorni a poter valutare le diverse variazioni portate e il comportamento dell’amministrazione nel non aver coinvolto nelle scelte fatte.
Ne è venuto fuori un aspro dibattito, culminato anche con uno scontro quasi fisico tra il consigliere Toti Comito e l’assessore Nicola Degaetano, tanto da aver spinto il sindaco Piero Rao a dividerli. Sono volate parole grosse con accuse reciproche.
Ad essere stato varato un solo emendamento tecnico, partorito dalla giunta e dagli uffici, e uno politico sottoscritto dall’intero consiglio. Sul primo si sono astenuti tutti, quindi non è stato approvato. Sul secondo invece voto unanime di maggioranza e opposizione. Alla fine, quindi, ad essere passato solo la compartecipazione economica del Comune per presentare istanza di finanziamento per il mercato ortofrutticolo, salvaguardati anche le maggiori spese per il personale dipendente del Comune, i fondi per la sola progettazione dell’ampliamento della videosorveglianza e la salvaguardia delle spese per i servizi sociali.
“Nell’emendamento approvato abbiamo tolto quelle manovre che abbiamo ritenuto poco chiare e non prudenti – ha evidenziato il capogruppo dell’opposizione di Fratelli d’Italia, Toti Longo -. Il nostro partito chiede ufficialmente le dimissioni dell’assessore Degaetano, autore di un comportamento non consono alle istituzioni e irrispettoso soprattutto nei confronti del nostro consigliere comunale Toti Comito”.
“Nessun comportamento irrispettoso – replica Degateano -, semmai ho subito delle continue provocazioni e minacce fisiche dal consigliere Comito. Resta il rammarico per questa bocciatura che comporterà lo slittamento di lavori importanti per scuole, cimitero e strade. Certe scelte le ritengo incomprensibili”. Abbiamo tentato di contattare il consigliere Comito ma non ha risposto al telefono.
“Ci sono degli evidenti problemi politici – ha aggiunto il presidente del consiglio, Erasmo Briganò -, forse si deve mettere in atto un maggior confronto ed un dialogo tra amministrazione e consiglio. A due giorni dalla votazione era impossibile per tutti i consiglieri poter leggere tutti gli atti e valutare le variazioni proposte”.


