I conti dei debiti

Balestrate, dissesto del Comune, si insedia la commissione

Si è insediata la commissione dell’Osl, l’organismo di liquidazione, al Comune di Balestrate dopo il dichiarato dissesto finanziario. Emanato il primo provvedimento che è quello di ricercare chi vanta crediti con l’ente locale per ripianare gli squilibri finanziari che si sono accumulati negli anni.

Pubblicato l’avviso per cui chi vanta crediti col Comune dovrà fare istanza per la cosiddetta “ammissione alla massa passiva”, vale a dire tutti quei fondi che il municipio dovrà  liquidare per chiudere i debiti accumulati.

Ci sarà tempo sino al 28 aprile per presentare domanda di ammissione, allegando ragione, importo del credito vantato e periodo di maturazione.

Si arriva al dissesto a Balestrate a causa di una situazione di sofferenza che si trascina da anni nel municipio, tanto che l’ultimo bilancio di previsione approvato si riferisce al periodo 2020/2022. Nell’estate scorsa lo stesso consiglio comunale ha approvato il rendiconto 2022 dal quale si evince che il disavanzo di amministrazione ammonta addirittura ad un passivo di 7.308.162,36 euro.

Nel mezzo anche le deliberazioni della sezione regionale di controllo per la Regione Siciliana dalle quali emergono nei confronti del Comune di Balestrate “… plurimi profili di difformità dalla sana gestione finanziaria, disvelanti una situazione di grave e strutturale precarietà degli equilibri di bilancio prossima al dissesto”.

Per come rimarcato dalla stessa sezione regionale di controllo, “il Comune di Balestrate versa nell’anomala situazione per la quale, nonostante gestisca il proprio bilancio in perpetua gestione provvisoria, l’ultimo documento previsionale ufficialmente adottato è talmente remoto nel tempo da non annoverare l’esercizio 2024 nel triennio di riferimento, in quanto approvato con deliberazione consiliare n. 32 del 28 dicembre 2020 in relazione al triennio 2020/2022”.

C’è poi una relazione sullo stato economico finanziario del Comune di Balestrate del ragioniere capo il quale, nell’esaminare la situazione economico finanziaria dell’ente, tenuto conto delle esposizioni debitorie, del contenzioso in essere, degli andamenti storici della capacità di riscossione e delle condizioni di cassa, evidenzia la presenza di “squilibri strutturali non ripianabili con gli ordinari istituti”, rilevando che solo “… l’attivazione di una procedura straordinaria come quella del dissesto finanziario può consentire il superamento degli squilibri economico-finanziari dell’ente a medio e lungo termine, risanare le casse comunali assicurando l’erogazione dei servizi istituzionali”.

In questa stessa relazione si rilevano da un lato, l’esistenza di debiti fuori bilancio pari a 3,3 milioni di euro, la cui entità tra l’altro potrebbe subire una naturale evoluzione in seguito a ulteriori contenziosi e fatti gestionali che potrebbero emergere in futuro; dall’altro emerge un complessivo disavanzo di amministrazione di 7,3 milioni non ripianabile attraverso gli ordinari strumenti di ripiano e di copertura.