Chiesti interventi immediati

Carini, sottopassi allagati dalle piogge e il sindaco accusa Anas

Strade trasformate in torrenti, automobilisti bloccati e residenti esasperati: Carini si risveglia ancora una volta ostaggio delle piogge. Le abbondanti precipitazioni che si sono abbattute nelle ultime 24 ore hanno provocato gravi allagamenti in diverse zone del territorio comunale, in particolare in via Amerigo Vespucci e via Peonie, dove l’acqua ha reso impossibile la circolazione.

Nonostante la Protezione civile avesse emanato un’allerta gialla, il sistema di drenaggio si è rivelato del tutto inadeguato. Una situazione che riaccende le polemiche e alimenta la rabbia dei cittadini, ormai stanchi di affrontare ogni pioggia con il timore di ritrovarsi isolati o peggio.

A puntare il dito è il sindaco Giovì Monteleone, che chiama in causa direttamente Anas, responsabile – secondo il primo cittadino – della mancata pulizia dei canali di scolo collocati sotto l’autostrada. “C’era stato un impegno formale in Prefettura nel 2023 – ricorda – ma da allora nessun intervento è stato effettuato. E noi, come Comune, non possiamo intervenire su strutture che non sono di nostra competenza”.

Il problema, spiega Monteleone, è noto da tempo: già due anni fa si era svolto un sopralluogo congiunto con l’Autorità di bacino e la Città metropolitana per analizzare le criticità dei sottopassi e predisporre una soluzione tecnica. Ma nonostante i fondi per progettare gli interventi siano disponibili, le opere non sono mai partite.

“Abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere – aggiunge il sindaco – ma in molte aree gli accessi ai canali risultano chiusi o inaccessibili. La manutenzione spetta ad Anas, e serve un’azione immediata per mettere in sicurezza questi punti critici”.

Il rischio idrogeologico su Carini e dintorni, provocato dalle piogge, non è solo una questione di disagi: nel Palermitano la memoria collettiva è segnata da tragici eventi legati agli allagamenti. Basti pensare all’estate del 2020, quando due persone persero la vita annegando in un’auto sommersa in via Leonardo da Vinci a Palermo, o ai ricorrenti allagamenti del sottopasso di viale Regione Siciliana. Emblematico anche il caso del 2006, quando Giacomo Messina, 72 anni, morì nel sottopasso tra Isola delle Femmine e Capaci, inghiottito dall’acqua mentre era in macchina.

Oggi il sindaco di Carini chiede un intervento urgente: “Non possiamo più permetterci di affrontare ogni temporale come se fosse un evento eccezionale. Serve un piano strutturale, e serve adesso. La sicurezza dei cittadini non può dipendere dalle previsioni del tempo”.

Nel frattempo, il Comune continua a monitorare la situazione, ma senza una sinergia tra enti, ogni perturbazione rischia di trasformarsi nell’ennesima emergenza annunciata.