Decisione della cassazione

Partinico, confisca annullata a Benny Valenza, si torna in tribunale

Confisca annullata alla lussuosa villa con piscina, alla periferia di Partinico, di Benny Valenza, il costruttore edile di 63 anni ritenuto vicino alla mafia in passato. La Cassazione ha stabilito che, nei precedenti gradi di giudizio, non ci sia stata chiarezza rispetto ai beni oggetto di confisca. Una questione di particelle catastali che tra primo e secondo grado erano state aggiunte. Un cavillo burocratico che dl’iter giudiziario. dovrà far ripartire da zero

La villa è quella di contrada Garofalo, con piscina, garage coperto e un grande giardino di oltre un ettaro. In particolare, secondo i giudici della suprema corte, il tribunale avrebbe esteso la confisca del bene originario – già disposta nel 2019 e diventata definitiva nel 2022 – anche ad altre particelle catastali che non erano state indicate in modo esplicito nel dispositivo originario, ma solo nella motivazione. Un passaggio ritenuto non chiaro e che potrebbe rappresentare un’estensione non legittima della confisca.

Per questo, la I sezione della corte di Cassazione ha disposto l’annullamento del decreto impugnato, rinviando al tribunale per un nuovo giudizio. Tutto nasce dall’Anbsc, l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, che aveva avanzato una richiesta di chiarimenti sulla reale estensione del bene confiscato. In risposta, il tribunale aveva precisato che, oltre alla particella 1723 – dove sorge la villa – la confisca doveva ritenersi estesa anche ad altre otto particelle limitrofe, poiché parte integrante del grande giardino e delle pertinenze dell’immobile. Ma la Cassazione ha ritenuto che questa integrazione non fosse supportata da elementi sufficientemente chiari nel provvedimento originario.

I giudici non hanno potuto stabilire con certezza se le particelle aggiuntive coincidessero effettivamente con quelle descritte come “pertinenze” dell’abitazione, nella motivazione della sentenza definitiva. Di qui, la decisione di annullare tutto e rinviare per un nuovo esame più approfondito.

Parliamo di una lussuosa tenuta alla periferia di Partinico con villa, un’ampia piscina di 22 metri per 11, un grande giardino esteso circa un ettaro e mezzo corredato da piante ornamentali, dotato di impianto di irrigazione e di un garage coperto di altri 100 metri quadrati. Benedetto Valenza, coinvolto in vari processi di mafia, è figlio di Salvatore e nipote di Erasmo Valenza, entrambi esponenti di spicco della famiglia mafiosa di Borgetto e vittime di lupara bianca nel 1983. Fin dagli anni ’90, l’imprenditore è stato considerato di riferimento nel settore del calcestruzzo per i clan mafiosi dei Vitale e dei Brusca. Nonostante un primo duro colpo nel 2001, con la confisca del suo impero aziendale, Valenza era riuscito a rientrare nel settore grazie a una rete di prestanome e società fittizie. È stato arrestato più volte – nel 2007, nel 2009 e di nuovo nel 2014 – con accuse legate alla gestione occulta di imprese e al controllo mafioso degli appalti pubblici, incluso l’uso di cemento depotenziato per aumentare i profitti.