La Città Metropolitana di Palermo sta per inviare al Comune di Partinico la convenzione necessaria per avviare la bonifica della strada provinciale 81, nel tratto che attraversa la contrada Valguarnera. Si tratta di circa due chilometri e mezzo di strada ridotta ormai a una discarica a cielo aperto, con rifiuti di ogni genere sparsi ai bordi della carreggiata. Un’area che oggi rappresenta una vera e propria bomba ecologica, anche per la presenza di materiali altamente pericolosi come amianto, plastiche, metalli e altri rifiuti speciali.
A peggiorare ulteriormente la situazione sono stati gli incendi che nei giorni scorsi hanno colpito proprio questa zona, rendendo ancora più grave il rischio ambientale legato alla combustione dei rifiuti. Proprio ieri Rifondazione Comunista aveva lanciato un appello urgente per un intervento immediato, denunciando l’emergenza inquinamento in atto.
A dare una risposta concreta è arrivata la consigliera metropolitana Vanessa Costantino (Fratelli d’Italia), che ha comunicato l’imminente invio della convenzione al Comune di Partinico. “L’ente sta predisponendo la documentazione necessaria – ha spiegato – per definire le modalità operative della pulizia. In una prima fase, sarà il Comune a sostenere le spese, che verranno poi rimborsate dalla Città Metropolitana. Resta invece al Comune l’onere del conferimento dei rifiuti”.
Una volta firmata e approvata dalla giunta comunale, la convenzione permetterà di avviare gli interventi di bonifica, che prevedranno anche la temporanea chiusura della strada. Sarà comunque garantito l’accesso a residenti e proprietari terrieri.
“Sono a disposizione per fare da tramite tra le istituzioni – ha aggiunto Costantino – consapevole dell’urgenza della situazione e dei gravi danni subiti da quella zona, già nota per essere stata in passato sede di stalle abusive riconducibili alla famiglia mafiosa dei Vitale”.
La speranza, ha concluso la consigliera, è che una volta ripulita l’area si possa lavorare a una strategia condivisa per impedire che Valguarnera venga nuovamente trasformata in una discarica abusiva, proteggendo l’ambiente e la salute dei cittadini.


