Insieme dopo 20 anni

Partinico, ex studenti del liceo celebrano le battute del prof

Venti anni dopo l’ultimo suono della campanella, la VB del liceo scientifico Santi Savarino di Partinico – oggi intitolato a Peppino Impastato e Felicia Bartolotta – si è ritrovata nello storico ristorante “Mamma Rosa”. Una tavolata lunga, quasi al completo: solo cinque assenti. Il resto della classe, compatto, ha ripercorso con il sorriso e un filo di malinconia quegli anni tra il 2000 e il 2005 che, come sempre accade, sembrano ieri.

La serata è iniziata in modo rituale, con un appello recitato a memoria. Come allora, ma con le voci di oggi: un po’ più profonde, un po’ più lente, segnate dalla vita. Poi le chiacchiere si sono allargate al presente – famiglie, lavori, città in cui si vive – ma inevitabilmente il discorso è tornato al passato. Alle gite scolastiche, agli amori timidi tra i banchi, alle interrogazioni temute e alle risate di gruppo. E soprattutto ai professori.

Tre nomi di docenti dell’epoca hanno fatto brillare gli occhi: Salvo Vitale, Francesca Parrinello e il leggendario Vincenzo Caiola. Di quest’ultimo, l’intera classe ha compiuto un gesto raro e affettuoso: raccogliere in un libro, il Caiola’s Book, le sue battute più esilaranti. Una sorta di monumento cartaceo all’ironia di un docente che, con una frase fulminante o un’osservazione stravagante, riusciva a imprimere nella memoria dei suoi studenti non solo nozioni, ma momenti di pura, semplice felicità. Quel libro è più di un ricordo: è la prova che certe parole, dette al momento giusto, restano per sempre.

Tra quelle mura scolastiche erano nate amicizie capaci di resistere al tempo, alle distanze universitarie, alle strade professionali divergenti. Ben due amori, nati allora, continuano a fiorire oggi, testimoniando che la complicità costruita tra un compito di matematica e una ricreazione può diventare qualcosa di molto più grande.

Eppure, il tratto più sorprendente della serata non è stato il racconto del passato, ma la sua riviviscenza. Qualche capello d’argento, qualche ruga in più, certo. Ma bastava uno sguardo, una battuta, per veder riemergere lo stesso spirito di vent’anni fa, come se quel tempo non fosse mai passato. In quelle ore, la distanza si è annullata: il liceo era di nuovo lì, fatto di risate improvvise e di storie che non invecchiano.

La “vecchia” VB del liceo di Partinico ha dimostrato che la memoria, se condivisa, non è un archivio polveroso, ma un luogo vivo dove si può tornare, insieme. E che a volte basta un libro di battute di un professore per ritrovare la magia di un’intera stagione della vita.