Partinico dimostra la sua grande solidarietà e con una grande colletta ha riacquistato la bici elettrica che era stata rubata a Giuseppe Frisella, giovane volontario con handicap che era stato vittima del furto della due ruote. Un episodio che aveva subito suscitato indignazione e tristezza. Quella bici non era un semplice mezzo di trasporto, ma lo strumento che gli garantiva autonomia, indipendenza e la possibilità di continuare le sue attività di volontariato senza dipendere dagli altri.
Dal gesto meschino di uno sconosciuto è però nata una straordinaria gara di solidarietà che ha unito cittadini, amici e istituzioni. Tutto è partito dall’iniziativa di Arcangelo Lauria, titolare del negozio Mediafinsport di via Pascoli, che aveva venduto a Giuseppe la bici poi rubata. Senza esitazioni, Lauria ha messo subito a disposizione una nuova bicicletta completa di accessori, fiducioso che la comunità avrebbe risposto con generosità.
E così è stato. Nel giro di pochi giorni, centinaia di persone hanno voluto dare il proprio contributo, piccolo o grande che fosse, fino a coprire interamente il costo della bici, pari a 1.250 euro. In poco tempo, la raccolta fondi ha raggiunto l’obiettivo e Giuseppe ha potuto riabbracciare la sua libertà di movimento.
Un traguardo che non è solo materiale, ma soprattutto simbolico: la dimostrazione che di fronte alle difficoltà nessuno è davvero solo, se intorno c’è una comunità pronta a farsi carico dei bisogni degli altri.
L’assessore Sergio Bonnì ha sottolineato il valore di questa mobilitazione: «Per molti una bici è solo un oggetto, per Giuseppe è libertà. È un ragazzo che non ha mai mollato di fronte alle difficoltà. La risposta dei partinicesi è stata commovente: hanno restituito non soltanto una bici, ma un pezzo di vita».
Giuseppe, che da sempre affronta la disabilità con determinazione e sorriso, ha ringraziato tutti per il sostegno ricevuto. La sua storia dimostra come, anche da un episodio negativo, possa nascere un messaggio positivo di vicinanza e umanità. A Partinico, da oggi, la bici di Giuseppe non è soltanto un mezzo di trasporto: è il simbolo di una comunità che sa fare squadra e che ha scelto di non lasciarlo pedalare da solo.


