Tre roghi e 6 veicoli danneggiati

Partinico, catena di incendi alle auto, c’è una pista investigativa

Tre diversi incendi dolosi di auto, appiccati in poche ore questa notte a Partinico, hanno acceso i riflettori degli investigatori su un’ipotesi inquietante: dietro quei roghi potrebbe esserci un collegamento con lo spaccio di droga. È questa la pista privilegiata dagli inquirenti che, dopo i primi sopralluoghi, non hanno dubbi sulla natura dolosa degli episodi. Troppi gli indizi, dalle tracce di liquido infiammabile al modus operandi simile, per pensare a semplici coincidenze.

Le fiamme hanno colpito auto parcheggiate e un’abitazione, fortunatamente senza causare feriti. Il rogo più devastante si è verificato in via Marsala (nella foto), nel quartiere dei Cappuccini, dove sono andate a fuoco quattro auto parcheggiate una accanto all’altra. Le fiamme sarebbero partite da due vetture prese di mira e si sono rapidamente propagate, danneggiando anche il prospetto dell’abitazione davanti alla quale si trovavano i mezzi. Le immagini di videosorveglianza hanno immortalato due motociclisti, con casco integrale, rompere i finestrini delle macchine e appiccare le fiamme: le due vetture prese di mira appartenevano alla stessa famiglia.

Nelle stesse ore, tra le 3.30 e le 5 del mattino, altri due incendi hanno colpito altre zone della città. In via Palazzolo, nel quartiere Madonna del Ponte, le fiamme hanno distrutto un’auto, mentre in via Bellini, a due passi dalla sede centrale del municipio, un altro veicolo è stato completamente bruciato. In tutti i casi, i vigili del fuoco sono intervenuti per domare i roghi ed evitare che si propagassero ulteriormente, mentre gli agenti del commissariato hanno avviato le indagini.

Tutti i proprietari dei veicoli, o persone a loro vicine, avrebbero avuto contatti con l’ambiente della droga e gli episodi potrebbero essere una ritorsione, un regolamento di conti o la conseguenza di accordi saltati nell’ambito degli equilibri della criminalità.

Il riserbo da parte degli inquirenti è massimo. La modalità di azione e la contemporaneità degli episodi escludono l’ipotesi di coincidenze. Piuttosto, gli investigatori ipotizzano che dietro ci possa essere la mano di chi intende dare un messaggio preciso, forse per ribadire il controllo su una zona di spaccio o per punire chi ha tentato di “invadere” un territorio altrui.

La città intanto resta scossa. I residenti parlano di un clima di paura crescente, temendo che Partinico possa essere diventata teatro di una guerra silenziosa tra gruppi criminali. Gli investigatori continuano a raccogliere testimonianze e a visionare le immagini delle telecamere, con l’obiettivo di risalire rapidamente ai responsabili.