Il terremoto a livello regionale nella Dc non sembra avrà conseguenze nella politica locale, almeno tra Partinico e Borgetto dove i sindaci hanno confermato che i rapporti resteranno saldi. Anche se tra i due paesi c’è da fare un distinguo: a Partinico è in corso una crisi che vede la Dc all’opposizione con i suoi due consiglieri ed allo stato c’è un dialogo aperto per ricucire lo strappo. Cosa ben diversa a Borgetto dove invece lo scudocrociato ha le sue fortissime radici in giunta, con i suoi rappresentanti assessori (Erasmo De Luca e Giuseppe Romano) e la vicepresidenza del Consiglio in mano a Maria Faraci.
Ieri il presidente della Regione Renato Schifani ha scaricato ufficialmente la Dc, sostenendo la necessità che la politica garantisca la necessaria credibilità ed evidenziando che non è un provvedimento contro le persone. Una decisione che scaturisce dallo scandalo che ha travolto l’ex governatore siciliano e segretario nazionale Totò Cuffaro, indagato per corruzione e turbativa d’asta dalla procura di Palermo che ne ha chiesto gli arresti domiciliari per presunti brogli negli appalti della sanità.
Un passaggio che di fatto potrebbe anche liberare le mani ai sindaci nei loro governi di centrodestra. Ma a Partinico, così come a Borgetto, nulla cambierà. Lo conferma in primi il sindaco di Partinico Pietro Rao (nella foto a sinistra): “Quanto accaduto attiene più a fatti di politica regionale che altro – sottolinea -. Non colpisce direttamente l’ambito locale. Io non sono mai stato interessato alle etichette ma contano gli uomini. Per me le porte alla Dc locale restano aperte”. Aperte comunque sino ad un certo limite: nel senso che lo scudocrociato avrebbe alzato il tiro delle richieste per rientrare nella maggioranza del sindaco, forse più per provocazione che per altro. Un loro ritorno in maggioranza appare sempre più complicato.
A Borgetto invece lo scenario è tutt’altro. Qui la Dc è ben radicata all’interno della giunta guidata dal sindaco Roberto Davì (nella foto a destra). Anche se formalmente i due assessori De Luca e Romano non si sono mai espressamente dichiarati della Dc, comunque la loro vicinanze è risaputa. “Per me quanto accaduto a livello regionale non cambierà assolutamente nulla – ci tiene a precisare Davì -. Ho dei rapporti personali e di grandissima fiducia con questi rappresentanti politici, guardo agli uomini e non certamente agli schieramenti”.


