Continuano febbrili le trattative tra il sindaco di Partinico Pietro Rao (nella foto al centro) e Forza Italia nel tentativo di trovare l’intesa per ricompattare almeno buona parte della maggioranza e superare l’attuale crisi che si trascina oramai dal maggio scorso. Attualmente la giunta ha 2 assessori in meno per effetto delle dimissioni a suo tempo di Mario Di Trapani di Forza Italia e di Vincenzo Sollena della Dc.
Potrebbe prefigurarsi una sorta di “scissione” interna in Consiglio comunale per il folto gruppo degli azzurri, composto da ben 8 consiglieri comunali. Questo perché ancora non si riesce a trovare l’equilibrio per la nomina degli assessori in rappresentanza di Forza Italia. Si vocifera che potrebbe nascere un nuovo gruppo consiliare che vedrebbe insieme Margherita Salvia, Federica Gioiosa e Antonino Sollena, con la benedizione del presidente del consiglio Erasmo Briganò (nella foto a destra).
Operazione che si renderebbe necessaria affinchè il gruppo possa rivendicare una nomina in giunta di un loro rappresentante. Un tentativo di aggirare l’aut aut dato dal primo cittadino che a Forza Italia ha dato la disponibilità di 3 assessorati, uno in più rispetto al periodo pre-crisi, dal momento che in mano agli azzurri c’è anche la presidenza del consiglio. Tutte le anime di Forza Italia non riescono a trovare la quadra anche perché i tre assessori si ridurrebbero solo a 2. Infatti Rao è stato chiaro sotto tale aspetto e ha detto con chiarezza che l’attuale assessore in quota Forza Italia, Nicola Degaetano (nella foto a sinistra), verrebbe riconfermato per i suoi risultati raggiunti soprattutto sul fronte della gestione del cimitero.
Sarebbero quindi da accontentare 7 assessori (Degaetano è infatti vicino al solo consigliere Aldo Viola) ed evidentemente i due assessori proposti non basterebbero per trovare l’equilibrio interno al partito. Si vocifera anche che il sindaco abbia dato un aut aut: entro la settimana Forza Italia dovrà dare una risposta sul rientro in maggioranza al Comune di Partinico. I tempi si stringono e ancora il sereno non sembra essere tornato nella politica locale.


