La testimonianza

Partinico, il racconto di Silvia e Alessia “Minacciate e perseguitate”

Alla Casa di Cura Santa Chiara di Partinico ieri pomeriggio si è levata una voce doppia, nitida e fragile insieme, la testimonianza di due donne minacciate e perseguitate soltanto perché si amavano. È la voce di Silvia Barretta (nella foto tratta da facebook a destra) e Alessia Zappa (a sinistra), che hanno scelto di raccontare la loro storia per celebrare a loro modo la Giornata internazionale contro la violenza di genere, che si celebra oggi, 25 novembre. Una testimonianza che non è solo denuncia, ma anche dichiarazione d’amore libero, finalmente restituito al sole dopo anni di ombre.

Silvia e Alessia hanno deciso di esporsi, di farsi volto e parola di chi troppo spesso resta in silenzio. “Abbiamo subito moltissima violenza psicologica – racconta Silvia – maltrattamenti emotivi che ci hanno portato a denunciare. Non si pretendeva la condivisione del nostro rapporto, ma almeno un’accettazione”. Le loro parole cadono come pietre leggere ma precise, segnano il confine netto tra ciò che dovrebbe essere semplice normalità – amare chi si ama – e ciò che invece è diventato per loro un percorso insidioso, fatto di pedinamenti, telefoni sotto controllo, minacce.

Una spirale di controllo e paura che ha condotto le due giovani a entrare in codice rosso per circa un anno. Un tempo sospeso, fatto di ansie e lacrime, ma anche di resistenza quotidiana: “Grazie alle forze dell’ordine siamo tornate a vivere. Ecco perché sollecito tutte le donne che subiscono violenza di ogni genere a denunciare”, aggiunge Silvia, rivendicando una scelta di vita. Accanto a loro, a tendere la mano, sono stati soprattutto colleghi, datori di lavoro e amici. Una rete di affetti che le istituzioni familiari, invece, non hanno saputo offrire.

Il dolore più silenzioso, infatti, arriva proprio da chi avrebbe dovuto accogliere. “Ci siamo ritrovate da sole – confida Alessia – la famiglia non ci ha mai appoggiato. Siamo state forti io e Silvia, il nostro amore ci ha dato la forza di andare avanti”. In questa frase c’è l’essenza della loro lotta: la capacità di restare integre anche quando tutto intorno si sgretola.

Oggi la loro storia vive alla luce del sole. Non è un lieto fine, ma un nuovo inizio. È il racconto di come si possa sopravvivere alla violenza psicologica, e di come l’amore – quando è autentico – possa diventare un argine contro l’odio. Nella giornata dedicata alle vittime della violenza di genere, la voce di Silvia e Alessia ci ricorda che denunciare è un atto di libertà e che ogni storia salvata è una vita ricominciata.