Nelle strutture sanitarie

Partinico, vittime di violenza e casi sospetti, dove saranno segnalati

L’ospedale Civico e il consultorio familiare di Partinico entrano a far parte della nuova rete unificata creata dall’Asp di Palermo per garantire un intervento più rapido e coordinato alle vittime di violenza di genere. Si tratta di un progetto innovativo che mette in collegamento stabile tutti i servizi sanitari coinvolti: dai consultori ai pronto soccorso, dai centri di salute mentale ai servizi per le dipendenze, dalla psicologia al servizio sociale, fino al centro per la cura degli esiti delle relazioni violente e ai centri antiviolenza cittadini.

Il nuovo modello è stato presentato a Palermo, nell’aula magna di Palazzo Steri, durante il convegno “Insieme contro la violenza di genere: reti di prevenzione e interventi condivisi tra sanità e istituzioni”. All’incontro hanno partecipato il rettore dell’università di Palermo, Massimo Midiri, il presidente del tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, l’assessore comunale di Palermo Mimma Calabrò e diversi dirigenti dell’Asp e del Policlinico (nella foto).

La novità principale è l’introduzione di un percorso unico e automatico: significa che, indipendentemente dal punto in cui una donna chiede aiuto – consultorio, pronto soccorso, servizi territoriali – l’attivazione della rete sarà immediata. Tutti gli operatori avranno procedure comuni e un flusso condiviso di informazioni per garantire protezione tempestiva, ascolto e orientamento.

Al pronto soccorso dell'ospedale di Partinico un o dei presidi dove poter fare le segnalazioni in caso di violenza subita dalle donne

Al pronto soccorso dell’ospedale di Partinico uno dei presidi dove poter fare le segnalazioni in caso di violenza subita dalle donne

La rete sanitaria è integrata anche con magistratura, forze dell’ordine, Comune di Palermo e assessorati regionali, così da assicurare alle vittime un sostegno completo, non solo sanitario ma anche legale e sociale. Previsti inoltre corsi di formazione specifici per medici, infermieri e personale amministrativo, per offrire un’accoglienza preparata e rispettosa in ogni fase del percorso.

“La violenza di genere è un fenomeno complesso che richiede una risposta coordinata – ha spiegato il direttore sanitario dell’Asp, Antonino Levita -. Il nostro obiettivo è creare un sistema capace di intercettare rapidamente il disagio e accompagnare le donne in un cammino personalizzato di cura e protezione”.

Il convegno ha coinvolto anche studenti delle scuole superiori di Palermo e provincia, con uno spazio dedicato al dialogo e alla sensibilizzazione dei più giovani. Presentato inoltre un momento artistico con l’attrice Italia Carroccio, protagonista di un monologo tratto dal laboratorio “Metamorphosis”, che coinvolge donne che stanno affrontando un percorso di rinascita dopo la violenza. L’incontro si è concluso con la testimonianza diretta di una donna che ha raccontato il proprio cammino di liberazione, un messaggio di forza e speranza rivolto a tutte le vittime che cercano un futuro diverso.

Nella foto da sinistra Antonino Levita, Alberto Firenze, Massimo Midiri e Giuseppe Canzone