Il sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto, ridisegna gli assetti della sua giunta e procede a un vero e proprio rimpasto politico delle deleghe, segnando un passaggio amministrativo tutt’altro che formale e che incide sugli equilibri interni della maggioranza. Con l’ingresso in giunta nei giorni scorsi di Epifanio Bonventre, che si occuperà di Personale, Bilancio, Tributi e Rapporti con le istituzioni, cambiano pesi, responsabilità e rapporti di forza.
Bonventre, 61 anni, dipendente del Libero consorzio comunale di Trapani e capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, eletto nelle file dell’opposizione ma di recente transitato in maggioranza, ha giurato il 24 dicembre a Palazzo Crociferi. La sua nomina ha determinato una redistribuzione profonda delle deleghe, che il sindaco ha calibrato con evidente attenzione politica.
La vicesindaco Lorena Di Gregorio esce rafforzata: oltre ad ambiente, Suap, digitalizzazione e rapporti con il Consiglio comunale, assume la pesante delega all’Urbanistica – storicamente strategica – insieme a Pubblica istruzione e Patrimonio. Una scelta che la colloca in posizione centrale negli indirizzi amministrativi.
Allo stesso tempo, Giovanni D’Aguanno nella giunta di Castellammare del Golfo mantiene Cultura, Sport, Giovani, Lavori pubblici, Periferie, Politiche comunitarie e Sviluppo territoriale, ma acquisisce anche turismo e spettacolo, settori decisivi per l’identità e l’economia cittadina, che erano stati trattenuti dal sindaco dopo le dimissioni di Mariella Caleca. Tuttavia, proprio per effetto della normativa che limita a due i consiglieri in giunta, D’Aguanno ha dovuto lasciare il seggio consiliare, pagando quindi il prezzo politico del nuovo equilibrio. Al suo posto entra in consiglio Antonio Como.
Giovanni Todaro conserva Servizi sociali, Pari opportunità, Contenzioso, Rapporti legali, Servizi demografici e Randagismo, ma perde Protezione civile e Edilizia privata, quest’ultima trasferita a Di Gregorio, mentre la protezione civile passa sotto il controllo di Giovanni Ciufia, che mantiene anche Polizia municipale.
Sul piano politico, il rimpasto evidenzia tre elementi chiave: un rafforzamento della figura della vicesindaco Di Gregorio; la centralità attribuita a Bonventre, che ottiene deleghe finanziarie e gestionali cruciali; una redistribuzione delle aree strategiche che punta a stabilizzare la maggioranza dopo mesi di tensioni e assestamenti.
Attualmente, gli unici assessori che mantengono anche lo scranno consiliare sono proprio Bonventre e Di Gregorio. Una scelta che delimita in modo netto chi, all’interno della maggioranza, occupa oggi il vero perimetro del potere politico e amministrativo della città.


