L’intervento della regione

Partinico, ora l’acqua piovana finisce nel Poma, cosa è successo

Le paratie sono state finalmente aperte e l’acqua piovana da oggi viene convogliata verso l’invaso Poma di Partinico. Una buona notizia per il territorio, arrivata dopo le insistenti segnalazioni della prima commissione consiliare sulle scarse scorte idriche della diga nonostante le copiose piogge di questo inverno. Troppo pochi quei 29 milioni di metri cubi, rilevati dall’Autorità di bacino della Regione, su una capienza complessiva di 70 milioni. Lo scorso anno, nello stesso periodo, c’erano appena 8 milioni di metri cubi in meno.

L'acqua piovana immessa nel canale dell'invaso Poma di Partinico

L’acqua piovana immessa nel canale dell’invaso Poma di Partinico

Numeri che confermano come l’allarme lanciato nei giorni scorsi fosse fondato. Secondo quanto denunciato dalla commissione, in tutti questi mesi invernali l’acqua piovana che scorreva nei canali non veniva indirizzata verso la diga, ma si riversava nel fiume Jato, in contrada Margi Soprana, per poi finire in mare. Una dispersione che, se non fosse stata segnalata tempestivamente, avrebbe potuto trasformarsi nell’ennesima occasione persa per rafforzare le riserve idriche in vista della stagione irrigua.

Dopo le sollecitazioni, «i dipendenti del dipartimento Acque e rifiuti – è stato accertato dalla I commissione e messo nero su bianco in un documento – sono intervenuti, disponendo l’apertura delle paratie e deviando il flusso verso l’invaso Poma. È ragionevole pensare che nei prossimi giorni i volumi d’acqua aumenteranno in modo significativo, contribuendo a scongiurare una nuova emergenza idrica».

Resta però ancora chiusa la paratia di Santa Caterina (o Santa Teresa), sembra a causa di un guasto tecnico. La speranza è che il problema venga risolto rapidamente, così da non limitare ulteriormente la capacità di raccolta dell’acqua proprio in un momento cruciale per la zona di Partinico e non solo. La prima commissione non nasconde il rammarico per una gestione che, almeno in una prima fase, non ha consentito di trattenere una risorsa così preziosa. «In un contesto in cui agricoltori e comunità locali vivono con preoccupazione il tema dell’approvvigionamento idrico – scrivono i consiglieri -, ogni goccia conta. Meglio tardi che mai, si potrebbe dire. Ma è indispensabile che episodi del genere non si ripetano».