Condanne definitive per quasi 8 anni di carcere a tre degli affiliati ai gruppi criminali che vennero smantellati nel 2022, tra Partinico e Balestrate, dediti a traffico di droga, estorsioni e danneggiamenti. Tutte e tre gli imputati avevano fatto ricorso in Cassazione ma ad inchiodarli sono state le intercettazioni. Con l’inammissibilità del ricorso, vengono quindi confermate le pene inflitte in appello a Pietro Orlando, 68 anni, Salvatore Russo, 55 anni, e Giacinto D’Angelo, tutti di Balestrate: al primo 3 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione, al secondo 1 anno e 8 mesi e al terzo 2 anni, 9 mesi e 10 giorni.
Per Orlando la difesa aveva tentato di derubricare l’acquisto di un carico di droga come «lieve entità», ma i giudici hanno rilevato che nelle intercettazioni si parlava chiaramente di un affare da 2 mila euro per l’acquisto di un chilo di stupefacente, una quantità ritenuta elevata. D’Angelo e Russo invece erano imputati di cessione di cocaina. Gli avvocati degli imputati avevano contestato l’assenza di sequestri di droga in diretta. Tuttavia, la Cassazione ha ribadito che i dialoghi erano «gravi, precisi e concordanti», per cui non servivano altri riscontri. Nel caso di Russo, ad esempio, l’identificazione della sua voce era stata confermata non solo dai tabulati telefonici, ma anche dal confronto audio effettuato dalla polizia giudiziaria tra la sua voce e quella di un tale Totò che parlava di affari al telefono.
L’indagine sulla droga tra Balestrate e Partinico – condotta da marzo 2019 a settembre 2020 – era partita dopo un incendio doloso in uno stabilimento balneare di Balestrate, organizzato contro il titolare perché accusato di non aver saldato un debito con uno degli appartenenti all’organizzazione. In tutto ci furono 9 arrestati, facenti parte di due gruppi criminali attivi nell’approvvigionamento e nella commercializzazione di sostanze stupefacenti.


