In commissariato

Castellammare del Golfo, nasce la stanza per le vittime di violenza

Un luogo sicuro, dedicato all’ascolto e alla protezione delle vittime di violenza a Castellammare del Golfo. È stata inaugurata questa mattina, nei locali del commissariato di pubblica sicurezza, la «Stanza di Giulia», uno spazio pensato per accogliere donne, minori e persone vittime di reati, in particolare nei casi di violenza domestica e di genere.

A tagliare il nastro è stato il questore di Trapani, Giuseppe Felice Peritore, che ha presentato l’iniziativa come uno strumento concreto per rafforzare la rete di tutela delle vittime. La stanza è stata realizzata per consentire l’audizione protetta delle persone offese, nel rispetto delle linee guida previste dalle convenzioni internazionali e delle procedure introdotte dal cosiddetto Codice rosso, la normativa che accelera gli interventi giudiziari nei casi di violenza domestica e di genere.

Il nome scelto per lo spazio ha un forte valore simbolico. La «Stanza di Giulia» è infatti dedicata alla memoria di Giulia Cecchettin, la studentessa uccisa in Veneto nel 2023 dall’ex fidanzato, diventata uno dei simboli più dolorosi della lotta contro la violenza sulle donne. La denominazione vuole però rappresentare anche un omaggio a tutte le vittime di violenza di genere, proprio all’indomani dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna.

L’ambiente è stato progettato con particolare attenzione agli arredi e ai colori, con l’obiettivo di creare un contesto accogliente e rassicurante che favorisca il dialogo. L’intento è quello di aiutare le vittime a raccontare esperienze spesso segnate da paura e silenzio, incoraggiandole a intraprendere un percorso di denuncia che rappresenti il primo passo verso la tutela e il superamento delle violenze subite.

Alla cerimonia hanno preso parte, oltre al questore Peritore, il prefetto Daniela Lupo, il procuratore aggiunto della Repubblica Stefano Luciani, il cappellano della polizia don Antonino Adragna e il sindaco di Castellammare del Golfo Giuseppe Fausto, insieme ai funzionari della questura e ai vertici provinciali di carabinieri e guardia di finanza.

Tra i presenti anche Franca Viola, la donna di Alcamo divenuta simbolo dell’emancipazione femminile. Nel 1966 rifiutò il cosiddetto «matrimonio riparatore» dopo essere stata vittima di violenza da parte di un esponente della mafia, sfidando apertamente la mentalità patriarcale dell’epoca. Il suo gesto contribuì ad aprire un ampio dibattito pubblico che portò, nel 1981, all’abolizione dell’articolo 544 del codice penale, norma che consentiva di estinguere il reato di violenza sessuale nel caso in cui vittima e aggressore si sposassero.

Alla giornata ha partecipato anche una rappresentanza di studenti dell’istituto superiore «Piersanti Mattarella» di Castellammare del Golfo. Il tema della violenza di genere sarà infatti ulteriormente approfondito attraverso una serie di incontri che saranno organizzati nelle scuole della provincia di Trapani.

Il questore Peritore ha sottolineato come la nuova stanza rappresenti «uno strumento in più, molto efficace, per contrastare la violenza di genere», evidenziando che chi si rivolgerà agli uffici di polizia potrà trovare personale formato e qualificato, pronto ad offrire ascolto e supporto alle vittime di questi gravi reati.