Una vera e propria bomba ecologica nascosta ai piedi della montagna di Terrasini. Per anni rifiuti di ogni tipo sono stati abbandonati tra gli slarghi e i terreni delle contrade Ramaria e Paterna, trasformando uno degli angoli naturali più suggestivi di Terrasini in una discarica a cielo aperto. Adesso però qualcosa si muove: sono ufficialmente partite le operazioni di bonifica ambientale. L’intervento riguarda un’area molto vasta, circa quattro chilometri, dove negli anni si sono accumulati rifiuti di ogni genere. Durante i primi sopralluoghi e le prime attività di pulizia sono emersi materiali altamente pericolosi, tra cui soprattutto amianto abbandonato da tempo, oltre a elettrodomestici in disuso, pneumatici, materiale ferroso e numerosi rifiuti domestici.
Un quadro che ha confermato la gravità della situazione ambientale della zona. A intervenire è una ditta specializzata, incaricata di rimuovere e smaltire in sicurezza tutti i materiali rinvenuti. Le operazioni sono coordinate dalla polizia municipale, che segue passo dopo passo le fasi dell’intervento per garantire che la bonifica venga effettuata secondo le normative ambientali. L’area interessata costeggia le cave tra contrada Ramaria e contrada Paterna, un luogo immerso nella natura e situato ai piedi della montagna, da sempre considerato uno degli scorci più belli del territorio terrasinese.
Il sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci ha annunciato l’avvio dell’intervento di rimozione della bomba ecologica, spiegando che si tratta di un passaggio fondamentale per restituire dignità a un’area di grande valore paesaggistico. «Sono iniziati i lavori di bonifica, pulizia e riqualificazione ambientale – ha dichiarato il primo cittadino – in una delle zone più belle del nostro paese». Nei primi giorni di intervento è già stato rimosso amianto abbandonato da anni, oltre a diversi rifiuti solidi urbani e materiali inerti. Il progetto non si fermerà alla semplice pulizia. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è infatti quello di trasformare quest’area in un percorso naturalistico lungo circa quattro chilometri, che potrà essere utilizzato per passeggiate, trekking, escursioni in bicicletta e anche a cavallo.
Per proteggere il territorio saranno inoltre installate sbarre per impedire l’accesso ai mezzi e contrastare nuovi abbandoni di rifiuti. Prevista anche l’attivazione di un sistema di videosorveglianza. Un intervento che punta non solo a ripulire un’area compromessa, ma soprattutto a restituire ai cittadini uno spazio naturale da vivere e valorizzare.


