L’approvazione in aula

Borgetto, Comune in dissesto, l’ok del Consiglio «Colpa di…»

Il Comune di Borgetto entra ufficialmente nella fase di dissesto finanziario. Dopo la delibera della giunta, il Consiglio comunale questa mattina ha ratificato il crack finanziario dell’ente al 31 dicembre 2024. L’ultimo bilancio approvato è quello risalente al 2018, all’uscita dal precedente dissesto finanziario che era stato già dichiarato dal municipio. In termini pratici ci sono da ripianare qualcosa come 9,7 milioni di euro. Tre milioni di euro sarebbero risalenti proprio all’uscita del precedente dissesto, frutto della mancata adesione dei creditori con l’Organismo di liquidazione che si insediò all’epoca. Poi, nel lasso di tempo tra il 2019 e il 2024, si sarebbero accumulato quasi altri 7 milioni di disavanzo. La gran parte scaturiti dai mancati incassi dei tributi, grande tallone d’Achille del Comune borgettano.

Il consigliere Santoro sul dissesto di Borgetto

Il consigliere Santoro sul dissesto di Borgetto

Il voto del Consiglio è stato unanime, anche l’opposizione si è detta favorevole al dissesto. Adesso la delibera sarà trasmessa al ministero dell’Interno e, contestualmente, interverrà la Corte dei conti che avrà un ruolo fondamentale di controllo sulla legittimità e sulla situazione finanziaria. A completamento di tale percorso verrà nominato un organismo straordinario di liquidazione che gestirà i debiti pregressi del Comune, in questi caso quelli maturati sino al 31 gennaio 2024. «Il dissesto finanziario si ferma al 31 dicembre 2024, quindi ad appena 6 mesi dal mio insediamento da sindaco – precisa il sindaco Roberto Davì -. È frutto di un’evasione tributaria abbastanza importante. Abbiamo dato seguito ad una task force, che già aveva iniziato la precedente amministrazione, affidando la riscossione ad una società esterna. Parteciperemo alla rottamazione quinques, sperando di poter recuperare una buona parte dell’evaso.

«Non siamo andati in aula come minoranza solo per alzare il ditino – precisa il consigliere Alessandro Santoro -. Anzi, eravamo inizialmente intenzionati ad abbandonare l’aula. Poi ci siamo interfacciati con gli uffici che ci hanno dato tutte le delucidazioni necessarie. Siamo arrivati alla conclusione che nulla poteva essere fatto se non dichiarare il dissesto per ridare una nuova opportunità al Comune per risanare le proprie finanze. Abbiamo votato per senso di responsabilità l’ostruzionismo fine a sé stesso non avrebbe apportato alcun beneficio per il paese».