Il dissesto finanziario del Comune di Borgetto non porta con sé solo i freddi numeri di un disavanzo milionario, ma riaccende ferocemente lo scontro politico locale. Alle durissime parole dell’attuale assessore Erasmo De Luca – che ha puntato il dito contro le passate amministrazioni accusandole di aver generato il baratro per puro consenso elettorale, invitandole ad avere il «coraggio di tacere e chiedere scusa» – risponde Pino Panettino. Già portavoce dell’allora sindaco Gioacchino De Luca durante la prima dichiarazione di dissesto del 2018, Panettino affida a una lettera aperta la sua replica, ribaltando la narrazione dell’attuale amministratore.

Il Comune di Borgetto dichiarato in dissesto
Quella di Panettino è un’amara disamina dello stato di salute democratico del paese. Cresciuto a «pane e passione politica», l’ex portavoce denuncia un Consiglio comunale ormai ridotto a un desolante monologo, svuotato di ogni reale dibattito. «Da dopo le elezioni si assiste solo ad un monologo dove il sindaco e la sua maggioranza chiudono qualsiasi spazio», accusa. Nel suo mirino finisce anche l’attuale minoranza: una parte è accusata di essersi adagiata nel disinteresse, l’altra di nascondere, dietro una finta collaborazione istituzionale, mere aspirazioni personalistiche o la volontà di entrare nell’esecutivo. Un torpore che ha contagiato persino i cittadini, un tempo pronti alla critica sui social e oggi inspiegabilmente assopiti.
Il culmine di questo svuotamento, secondo Panettino, si è palesato proprio durante la seduta consiliare che ha sancito il dissesto e ha portato con sè numeri pesantissimi: un disavanzo di 9,7 milioni di euro al 31 dicembre 2024 e una massa passiva di debiti reali che ha raggiunto la cifra monstre di 12,2 milioni. A fronte di una delibera della giunta che, a suo dire, non raccontava politicamente tutti i passaggi storici reali, l’unica luce è arrivata dal consigliere Alessandro Santoro. Il suo intervento a tutela dell’ente ha ricordato a Panettino i fasti del «vecchio dibattito parlamentare dei tempi di Giorgio La Pira», purtroppo pronunciato in un’aula sorda e distratta: «Ad ascoltarlo – scrive ironicamente – non c’erano né Pietro Nenni, né Nilde Jotti».
Davanti alle macerie finanziarie e politiche di Borgetto, Panettino rifiuta il ruolo di capro espiatorio delineato dall’assessore De Luca. Le accuse della giunta hanno sortito l’effetto opposto: interrompere «il silenzio e l’esilio volontario» dell’ex portavoce. La sua lettera si chiude infatti con un accorato appello alla mobilitazione attraverso la creazione di un comitato civico. Non una semplice voce di protesta, ma un vero e proprio argine contro il vuoto attuale e contro quei «politicanti dalla lunga storia di gestione familiare». Una scossa per smuovere le acque stagnanti, offrendo alla gente onesta un’alternativa basata su una dialettica seria, sulla trasparenza e sul buon governo, oltre i veleni incrociati di queste ore.
ECCO LA LETTERA APERTA INTEGRALE DI PINO PANETTINO
Per chi, come me, ha vissuto la propria vita a pane e passione politica, assistere a consigli comunali privi di un minimo dibattito e, quando lo si tenta, c’è chi, con abilità innata, si dimostra pronto a replicare con offese o tragedie, o dove si interviene solo per dichiarazioni di voto preconfezionate, non fa altro che allontanare la gente dalla politica, far provare disinteresse e mortificare ogni tentativo di coinvolgimento.
Per me il confronto politico è il vero sale della democrazia.
Dopo le elezioni comunali si assiste solo a un monologo, dove il sindaco e la sua maggioranza chiudono qualsiasi spazio a un dibattito democratico. Non si ha traccia di un’opposizione e neanche di una minoranza o di quei cittadini che, fino a qualche anno fa, tramite i social facevano pesanti critiche alle amministrazioni comunali. Anche questi si sono assopiti.
Ritornando poi alla minoranza, che appare divisa in due gruppi, si comprende visibilmente che un gruppo ha scelto la via del disinteresse, della disaffezione e del silenzio, mentre un altro, devo essere sincero, sembra che aspiri a entrare nel governo del paese o a curare una politica personalistica, nascosta dietro una collaborazione intrapresa all’indomani del voto e che isola, di fatto, tutti coloro i quali ritengono che il senso di responsabilità sia tutt’altra cosa.
Pochi giorni fa ho assistito a una seduta del consiglio comunale, la stessa che ha sancito il dissesto economico del comune. A mio avviso, quella delibera riportava solo una parte delle motivazioni e non raccontava politicamente tutti i passaggi storici del dissesto.
In quel momento, mentre il consigliere Alessandro Santoro si esprimeva in aula in modo chiaro e dettagliato e chiedeva, tramite un documento politico, chiarimenti tecnici e di legittimità a tutela del paese e di tutto il consiglio comunale, devo dire che ascoltarlo mentre argomentava mi è sembrato di assistere a un vecchio dibattito parlamentare dei tempi di Giorgio La Pira, ma purtroppo in aula ad ascoltarlo non c’erano né Pietro Nenni né Nilde Jotti.
Il documento metteva in risalto molte criticità a tutela dell’ente e anche di chi, sprovveduto, stava per votare. Chiederò copia di questo documento al mio amico Santoro, perché secondo me è un documento da incorniciare e da mostrare alle future generazioni.
Dopo anni di silenzio e di esilio volontario, dopo questo consiglio comunale e dopo il silenzio politico a cui ho assistito e contribuito in questi anni, ho pensato di ritornare a dire la mia e a cercare un confronto sano e onesto, magari creando le condizioni per un comitato civico utile a colmare il vuoto di una politica assente e di un dibattito inesistente.
Per queste ragioni faccio un appello a chi vuole dare un contributo alla democrazia: creare non una semplice voce critica, ma un deterrente ad alcuni politicanti dalla lunga storia di gestione familiare.
Mi auguro che il mio contributo sia capace di smuovere le acque stagnanti di un dibattito politico latitante, critico ma, all’occorrenza, costruttivo, affinché si riapra una dialettica politica seria.
So che sarà dura, ma la mia disponibilità la voglio offrire alla gente onesta che chiede solo trasparenza e buon governo.


