Il voto in consiglio comunale

Montelepre, il Comune si indebita e volano gli stracci

C’è il disco verde al piano di riequilibrio del Comune di Montelepre che evita, almeno per il momento, il temuto e paventato dissesto finanziario. Una manovra lacrime e sangue visto che il debito complessivo da dover ripianare è di 3,8 milioni di euro in rate spalmate su un orizzonte temporale di 15 anni. Ieri sera il consiglio comunale si è totalmente spaccato, con la maggioranza e una consigliera del gruppo misto rimasti in aula, mentre ha abbandonato i lavori in blocco il gruppo consiliare di Reset.

Il Comune di Montelepre

Il Comune di Montelepre

In un documento diffuso dal gruppo Reset, i consiglieri motivano l’abbandono dell’aula definendo il piano di riequilibrio come la «certificazione di un fallimento politico totale da parte dell’Amministrazione Terranova». Secondo l’opposizione, la narrazione della «colpa di chi c’era prima» sarebbe ormai crollata davanti a numeri impietosi: un disavanzo che dal 2021 è esploso fino a superare i 3,8 milioni di euro.

Reset accusa la giunta di incapacità tecnica nella gestione dei residui e di essersi affidata a «consulenze costose senza una reale conoscenza della situazione economica». Nel testo si legge un attacco frontale: «L’amministrazione Terranova si è dimostrata un gruppo di dilettanti allo sbaraglio, incapace di governare e di assumersi le proprie responsabilità». Il gruppo sottolinea come a pagare i sacrifici saranno i cittadini per i prossimi tre lustri e conclude chiedendo le dimissioni di sindaco, assessore al Bilancio e l’arrivo di un commissario: «I fallimenti, nelle istituzioni, non si gestiscono. Si interrompono».

Non si è fatta attendere la replica del sindaco Giuseppe Terranova, che ha difeso la validità del provvedimento approvato con i voti di Vivere Montelepre, Agorà e l’astensione del consigliere Di Noto. Terranova ha stigmatizzato il comportamento di Reset, definendolo una mancanza di rispetto istituzionale: «Atteggiamento pusillanime, abbandonare l’aula significa mortificare il ruolo del consigliere comunale e mancare di rispetto ai colleghi».

Secondo il primo cittadino, il deficit del Comune di Montelepre non è imputabile all’attuale gestione ma affonda le sue radici almeno nel 2015, a causa di criticità storiche nella riscossione dei tributi. «Noi abbiamo scelto la strada della trasparenza e del coraggio», ha rivendicato Terranova, spiegando che il piano è l’unica via per «scongiurare il dissesto e costruire una prospettiva più solida e credibile per Montelepre». Il sindaco ha infine sottolineato che, a differenza di chi «esita», l’amministrazione ha agito con senso del dovere per garantire la continuità dei servizi e la sopravvivenza finanziaria del Comune.