Scontro in consiglio

Partinico, Rao e Forza Italia ai ferri corti tra «ipocrisia» e «dittatura»

La politica a Partinico sembra essere giunta a un punto di non ritorno, tanto da trasformare la riqualificazione dello stadio comunale nell’epicentro di uno scontro istituzionale senza precedenti tra il sindaco Pietro Rao e Forza Italia. Il primo cittadino ha rotto gli indugi con un discorso dai toni durissimi, scagliandosi contro i suoi stessi alleati di forzisti e denunciando, nella seduta di ieri, quello che ha definito come un «nuovo teatrino prima del Consiglio comunale». Secondo Rao, la città sta assistendo a una recita fatta di «pura ipocrisia», dove tutti dichiarano a parole di volere il bene della comunità e il rilancio dello sport, ma nei fatti agiscono nell’ombra, mettendo simbolicamente le «dita verso per non farlo realizzare».

Il capogruppo di Forza Italia a Partinico Margherita Salvia

Il capogruppo di Forza Italia a Partinico Margherita Salvia

Rao rivendica con forza la legittimità del suo operato e la trasparenza delle sue scelte, ricordando come la sua amministrazione abbia avuto il coraggio di sfidare i colossi dell’energia per recuperare «fondi che erano stati dimenticati» e mai chiesti dalle precedenti gestioni. Si tratta di somme recuperate dalle aziende attraverso l’imposizione del pagamento al Comune di una compensazione per le loro opere di impatto ambientale. Infatti, chi vuole realizzare nel territorio grandi parchi eolici o fotovoltaici deve corrispondere il 3% del costo dell’opera nelle casse dell’ente locale, soldi vincolati alla realizzazione di determinate opere pubbliche o di attrezzature a risparmio energetico. Un tesoretto che, secondo il sindaco, permetterebbe di completare il manto erboso dello stadio senza intaccare il bilancio corrente, evitando così di gravare sulle tasche dei cittadini.

Tuttavia, questa narrazione del sindaco di Partinico si scontra frontalmente con la posizione di Forza Italia, che non accetta di essere relegata a un ruolo di semplice spettatore o, peggio, di ostacolo. La capogruppo Margherita Salvia ha reagito con sdegno alle parole del sindaco, dichiarandosi «attonita di fronte alle ennesime parole nei confronti dell’unico partito» che sostiene concretamente la coalizione del sindaco in aula. La Salvia ha voluto ricordare con estrema fermezza che «il sindaco Rao esiste perché Forza Italia ha appoggiato questa campagna elettorale», rivendicando un peso politico e una dignità che non possono essere calpestati.

Per il partito azzurro, il metodo di governo del sindaco sta scivolando pericolosamente verso una forma di «dittatura» politica, dove non esiste margine per la collaborazione o per il dubbio costruttivo, ma solo l’obbligo di obbedire a un’agenda prestabilita. La preoccupazione di Forza Italia non riguarda la volontà di non realizzare lo stadio, ma la prudenza finanziaria necessaria per una città che sta faticosamente uscendo dopo il dichiarato dissesto del 2018. Il timore espresso dai consiglieri è quello di esporre nuovamente le casse comunali a rischi economici eccessivi, preferendo la ricerca di finanziamenti esterni piuttosto che vedere «toccate le casse comunali» in un momento così delicato.

Al centro della contesa, oltre ai grandi temi finanziari, c’è anche la gestione pratica dell’impianto sportivo, con il presidente del consiglio Erasmo Briganò che ha accusato il sindaco di aver agito «fregandosene del consiglio comunale», lasciando l’aula in balia dell’incertezza e portando la coalizione in una situazione di minoranza. Uno dei punti più critici sollevati dai forzisti riguarda il canone di gestione dello stadio, fissato a 5 mila euro, una cifra ritenuta troppo bassa rispetto alle potenzialità della struttura.

Rao, di contro, vede in questi dubbi tecnici solo dei pretesti per rallentare il progresso della città, ricordando che un partner politico «va rispettato» ma deve anche dimostrare coerenza con gli accordi presi a inizio mandato. Il sindaco ha infine lanciato una sfida aperta e definitiva, dichiarando che la giunta è una stanza con la porta aperta da cui si può «decidere se uscire dalla porta o dalla finestra». Se Forza Italia non intende seguire la linea tracciata nel programma condiviso, il sindaco di Partinico si dice pronto ad azzerare l’intera squadra di governo, convinto che sia meglio tornare immediatamente al voto e accettare il «giudizio popolare» piuttosto che continuare con una legislatura segnata da «fughe in avanti e cadute di stile». La frattura appare ormai insanabile, lasciando il futuro amministrativo di Partinico appeso a un filo sottilissimo tra la voglia di fare del sindaco e la richiesta di prudenza e rispetto dei suoi principali alleati.