Il palcoscenico di Catania, in occasione dell’annuale appuntamento di Ecomed dedicato all’ambiente e alla sostenibilità, ha visto il Comune di Partinico premiato per il secondo anno consecutivo dalla protezione civile regionale. Il sindaco di Partinico, Pietro Rao, ha ricevuto per il secondo anno consecutivo una menzione speciale per la resilienza, consegnata direttamente dall’ingegnere Salvo Cocina, capo della Protezione civile in Sicilia. Ma dietro la formalità di una targa e il prestigio di un riconoscimento regionale, si nasconde il racconto di una comunità che ha imparato a trasformare le difficoltà in punti di forza.

Il premio della protezione civile esibito dal sindaco di Partinico
Per capire il valore di questo premio, occorre però fermarsi un istante su una parola che oggi sentiamo ovunque, ma che spesso rischia di svuotarsi di significato: resilienza. Se volessimo spiegarla in modo semplice, potremmo paragonarla alla capacità di una spugna o di una molla. La resilienza è quella straordinaria dote che permette a un materiale – o a una città – di subire una pressione fortissima, un urto o un evento traumatico senza spezzarsi. Non è solo “resistere” passivamente, ma è la capacità di assorbire il colpo e tornare alla propria forma originale, magari migliorati, più elastici e pronti a affrontare la prossima sfida. In una comunità, essere resilienti significa non farsi trovare impreparati quando l’emergenza bussa alla porta, sapendo che la vera forza non sta nel non cadere mai, ma nella velocità e nell’organizzazione con cui ci si rimette in piedi.
Nelle parole del sindaco Rao, questo concetto si traduce in azioni concrete e quotidiane. La resilienza di Partinico non è un’idea astratta da manuale di sociologia, ma è fatta di presenza costante sul territorio e di una macchina organizzativa capace di non lasciare indietro nessuno. Il primo cittadino ha tenuto a precisare che questo non è un trofeo da esporre in una bacheca personale, bensì un riconoscimento al “lavoro silenzioso” di chi opera lontano dai riflettori. Si parla dei volontari, delle forze dell’ordine e di quegli uffici comunali che, in modo spesso invisibile, tessono la rete di sicurezza che protegge i cittadini durante le crisi.
Questo secondo riconoscimento consecutivo testimonia che a Partinico non si è trattato di un colpo di fortuna, ma di un metodo consolidato. È il frutto di una collaborazione stretta tra le istituzioni e il territorio, un legame che rende la comunità più unita e determinata. Condividere questo premio con l’intera cittadinanza significa riconoscere che la responsabilità della tutela ambientale e della sicurezza è un impegno collettivo. Guardando al futuro, il messaggio che arriva da Partinico è chiaro: con la giusta organizzazione e un pizzico di quella tenacia tipicamente siciliana, nessuna tempesta è davvero insuperabile.


