Si prospetta un nuovo assetto in consiglio

Partinico, opposizione in alto mare sul rendiconto. Longo: “Va bene tutto, ma non votiamo per partito preso”

Il Palazzo di Città di Partinico si trasforma in un teatro dell’assurdo dove, a meno di quarantotto ore dalla scadenza fatale del 30 aprile, dopo l’ultimatum del commissario Giovanni Cocco, il copione della politica locale è tutto da scoprire. La seduta del Consiglio Comunale di oggi, convocata per l’approvazione del rendiconto 2024, non ha consegnato certezze, ma ha cristallizzato una crisi d’identità che logora l’opposizione e svela le nuove geometrie di una maggioranza pronta a mutare pelle. L’assenza della Giunta Rao, del Presidente Erasmo Briganò e il “gran rifiuto” di Forza Italia non sono stati solo una scelta di sedia vuota, ma un segnale politico pesantissimo: una ritirata strategica che ha lasciato l’aula nelle mani di una minoranza frammentata, incapace di trovare un baricentro.

Nella foto: Giovanni Cocco, commissario ad acta

La sindrome del “tutti a casa”

Al centro della contesa, il timore del consigliere meloniano, Toti Comito. La sua posizione è pragmatica, quasi disperata: approvare il rendiconto tramite emendamenti, non prestando il fianco alle proposte della giunta, ma arginare allo stesso tempo l’inevitabile scioglimento dell’assise. Un’eventualità, poi smentita dallo stesso commissario Cocco, che avrebbe lasciato Rao al comando, priva però del contrappeso dell’aula. Dall’altra parte, il gruppo di Forza Partinico, dalle dichiarazioni del consigliere Rubino e non della capogruppo Graziano, resta arroccato sulla linea della responsabilità: nessun voto senza la presenza fisica e politica della maggioranza. Un braccio di ferro che rischia di trasformarsi in un “suicidio” collettivo. In realtà, il rendiconto se non venisse approvato dall’aula, verrebbe garantito dallo stesso Cocco che sarebbe obbligato, nelle sue funzioni di commissario ad acta, ad approvarlo.

La conversione di Toti Longo

L'intervento di Toti Longo sul bilancio in Consiglio a Partinico

Nella foto: il capogruppo della Lega, Toti Longo

In questo scenario di veti incrociati, la voce più dissonante è stata quella del leghista Toti Longo. Il consigliere ha squarciato il velo dell’opposizione “a prescindere”, contestando l’improponibilità tecnica di emendamenti bocciati dai tecnici e chiedendo al resto dell’aula se, davanti ad una bocciatura quasi unanime, lo scenario finale cambierebbe. In altre parole, sembrerebbe che per il consigliere Longo sia opportuno votare con cognizione, non per partito preso: una dichiarazione forte che lancia non solo un richiamo alla responsabilità, ma che suona come un possibile avvicinamento all’amministrazione. Longo ha messo a nudo il limite di una protesta che rischia di diventare sterile se priva di contenuti tecnici validi. “Non siamo riusciti a portare a casa la mozione di sfiducia, è ovvio che non lasceremo che il sindaco e i suoi assessori concludono questa avventura da soli, ma se questi emendamenti venissero bocciati cosa farebbe il gruppo di Fratelli d’Italia, rimarebbe in aula per senso di responsabilità o gli equilibri potrebbero cambiare?“. La risposta di Comito non si è fatta attendere: “Se gli emendamenti vengono bocciati, noi voteremo contro al rendiconto e saranno gli altri a prendersi la responsabilità di favorire Rao e la sua squadra”.

Nuovi orizzonti per Rao?

Il sindaco di Partinico Pietro Rao ha deliberato con la giunta il rendiconto del Comune

Nella foto: Il sindaco di Partinico, Pietro Rao

Mentre l’opposizione annaspa nel tentativo di “salvare capre e cavoli” in vista della seduta di domani mattina, il dato politico che emerge dalle stanze del potere è la metamorfosi della maggioranza. Il gelo tra il Sindaco e Forza Italia, acuito dalle frizioni sullo stadio, potrebbe non essere più un problema insormontabile per Rao. La vicinanza sempre più evidente della Lega e, eventualmente, del gruppo di Mauro Lo Baido e Gloria CentineoPartinico Libera e Forte“, ai banchi del governo cittadino, suggerisce l’esistenza di un “Piano B”, agevolato certamente dall’indebolimento di un’opposizione che non sa più quali priorità perseguire. Se gli azzurri dovessero sfilarsi, Rao sembra avere già pronta la stampella per proseguire il mandato. Ciò che, invece, si constata è che qualcuno, al di fuori del palazzo di città, si presti a fare da mediatore per compattare certa opposizione, a costo di qualsiasi cosa, purché si vada contro l’amministrazione. D’altronde, i giochi politici da ormai vent’anni sono frutto di strategie ben precise, manovrate da menti diaboloche, che niente hanno a che fare con le stanze del potere, ma al contrario provengono da una zona grigia dove tutto è consentito.

L’attesa di conoscere il futuro

Domani, alle ore 10:00, il Consiglio tornerà a riunirsi, dopo l’ennesimo rinvio di oggi. Sarà l’ultima chiamata per la coerenza o l’alba di un nuovo assetto di potere? Inizia il conto alla rovescia, allo scoccare del primo maggio si saprà se l’assise civica partinicese ha trovato un accordo attorno alla votazione del rendiconto, oppure se ci vorrà ancora del tempo per il riassetto degli equilibri tra le forze politiche in campo.

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