Lo sfogo del sindaco

Partinico preda di incivili e vandali «Il silenzio è complicità»

Parte dall’indignazione del sindaco di Partinico Pietro Rao la denuncia per i ripetuti gesti di incivili e vandali che stanno colpendo il centro storico, proprio mentre la città cerca di voltare pagina grazie agli interventi di riqualificazione urbana recentemente completati. Un risultato importante, fatto di nuovo basolato e illuminazione artistica, che avrebbe dovuto restituire decoro e vivibilità a una delle zone più rappresentative. E invece, a pochi giorni dalla posa dei nuovi arredi, lo scenario è già compromesso.

I vandali anche in piazza Garibaldi a Partinico incendiano i rifiuti

I vandali anche in piazza Garibaldi a Partinico incendiano i rifiuti

Le panchine installate lungo le vie e nelle piazze appaiono sporche, imbrattate e circondate da rifiuti. In piazza Garibaldi, un cestino è stato addirittura sradicato e gettato a terra, mentre sul pavimento restano evidenti i segni di rifiuti incendiati. Un quadro desolante che racconta non solo episodi isolati, ma una diffusa mancanza di rispetto per il bene pubblico.

«Il silenzio è complicità: senza coscienza collettiva non esiste comunità», ha dichiarato con fermezza il sindaco Pietro Rao. Parole che vanno oltre la semplice condanna degli atti vandalici e chiamano in causa l’intera cittadinanza. «Non basta indignarsi a distanza, non basta commentare sui social. Quel qualcuno che dovrebbe fare qualcosa siamo noi. Sempre», ha aggiunto, sottolineando come la responsabilità sia condivisa e quotidiana.

Secondo il primo cittadino, il vero problema è una rassegnazione diffusa che porta a tollerare comportamenti inaccettabili. «Chi tace davanti a un’ingiustizia non è spettatore: è parte del problema. La coscienza collettiva è fatta di scelte quotidiane, di piccoli gesti che diventano forza comune». A condividere la preoccupazione è anche Alessio Adinolfi, presidente dell’Unac, i volontari dei carabinieri impegnati insieme alla polizia municipale nel controllo del territorio, in particolare proprio nel centro storico. «Il vero nemico di Partinico è l’inciviltà”, afferma senza mezzi termini.

Adinolfi racconta di aver assistito personalmente in centro a Partinico a comportamenti irrispettosi di vandali: “Ragazzi e bambini che salgono sulle panchine con le scarpe sporche, arredi trattati senza alcuna cura. Questo degrado non viene da fuori, ma da chi vive la città”. Una presa di posizione netta che punta il dito contro l’assenza di educazione civica. “La maleducazione non ha bandiere. Se qualcuno vandalizza una piazza, la responsabilità è solo sua”. L’appello finale è chiaro e condiviso: la città merita rispetto, ma il cambiamento non può arrivare solo dalle istituzioni. Deve partire dai cittadini, chiamati a diventare i primi custodi del proprio territorio. Solo così il centro storico potrà davvero rinascere.