La crepa rischia di diventare voragine, a Partinico la crisi politica nel Comune entra nella sua fase più delicata, con un vertice infuocato nella sede di Forza Italia che certifica tensioni tutt’altro che risolte. Dopo l’ultimo durissimo scontro in Consiglio comunale con il sindaco Pietro Rao, il partito azzurro si è riunito per fare il punto. Ma dal confronto interno non è emersa una linea compatta: la base, infatti, appare ancora divisa sulla scelta più drastica, quella di staccare la spina all’amministrazione. Una decisione che avrebbe conseguenze immediate e pesanti, perché senza il sostegno forzista il primo cittadino resterebbe con appena due consiglieri, esponendosi concretamente al rischio di sfiducia. Ma anche chi tra gli azzurri è stato sino ad oggi più morbido con Rao, adesso non lo è più. Infatti la loro posizione è quella di vendere cara la pelle, pretendendo cambiamenti del modus operandi del primo cittadino.

Il sindaco di Partinico ai ferri corti con Forza Italia
Il clima è teso, attraversato da malumori e perplessità. A fotografarlo è Francesco Giacalone, tra i reggenti del coordinamento cittadino, che non nasconde l’amarezza: «Siamo delusi dalle dichiarazioni del sindaco in Consiglio comunale e amareggiati dal fatto che non venga riconosciuto il lavoro svolto per la città». Il riferimento è diretto all’assenza di un riconoscimento politico per il finanziamento da un milione e mezzo di euro destinato all’area artigianale, risultato – sottolinea il partito – dell’impegno dell’assessore regionale Edy Tamajo.
Parole che si inseriscono in uno scontro già durissimo, esploso attorno al progetto di riqualificazione dello stadio comunale e degenerato in accuse reciproche. Rao nei giorni scorsi in consiglio ha parlato apertamente di «teatrino» e «ipocrisia», denunciando presunti ostacoli politici interni alla sua coalizione. Dall’altra parte, Forza Italia ha rivendicato il proprio ruolo determinante, respingendo al mittente l’immagine di forza frenante e accusando il sindaco di scarsa condivisione e metodo decisionale troppo solitario.
Nel vertice di Forza Italia a Partinico, dunque, non si è arrivati a una rottura definitiva, ma nemmeno a una ricucitura. Prevale una linea attendista, con una parte del partito che spinge per una verifica politica immediata e un’altra che invita alla prudenza, consapevole delle conseguenze di una crisi formale. Il risultato è uno stallo carico di tensione: la coalizione di Rao resta in piedi, ma su fondamenta fragilissime. E mentre il sindaco rilancia la sfida, aprendo anche all’ipotesi di azzeramento della giunta, il futuro amministrativo della città resta appeso a un equilibrio sempre più precario. A Partinico, ormai, ogni mossa può essere decisiva.


